Speciale Jackie Chan – 10 film imperdibili per ripercorrere la sua carriera

Nato a Honk Kong il 7 aprile 1954. Fin da piccolo pratica arti marziali, recitazione e danza. Nei primi anni ’70 comincia la carriera prima come stuntman e poi come attore. Nel 1978 il suo primo ruolo da protagonista e poi una inarrestabile produzione cinematografica che conta oltre 100 film. Tra le sue fonti di ispirazione i grandi del cinema muto come Buster Keaton, Harold Lloyd e Charlie Chaplin, ma anche, come da lui stesso dichiarato, Bud Spencer e Terence Hill.

#1. 1978. Drunken Master

La carriera da protagonista d’azione comincia con Il serpente all’ombra dell’aquila del 1978, il primo film in cui Jackie viene lasciato libero di tirare fuori tutto il Jackie Chan che è in lui. Sotto la guida del regista e coreografo Yuen Woo Ping, Jackie mischia combattimenti di arti marziali con varie gag e comicità non violenta, ottenendo un enorme successo.

[In realtà, il vero primo ruolo da protagonista per Jackie fu nel 1976 in “New Fist of Fury”, con il quale venne presentato come il nuovo Bruce Lee, ma Jackie Chan non è Bruce Lee, il film andò malissimo e il progetto venne abbandonato]

Fomentati dal grande successo, Woo Ping e Chan fecero subito un bis in quello stesso anno con Drunken Master, uno dei migliori film di Jackie. Seppur con titoli, trama e personaggi differenti Drunken Master lo si può considerare un sequel de Il serpente all’ombra dell’Aquila, con stesso regista (Yuen Woo Ping), stessi attori protagonisti e stessi personaggi (Jackie che fa il giovanotto ingenuo e combina guai, la figura del vecchio maestro interpretato dal padre di Woo Ping).

[Chi è Yuen Woo Ping? Regista e artista marziale, diventerà famoso in Occidente nei primi anni 2000 come coreografo delle sequenze di combattimento in film di successo come Matrix, La tigre e il dragone e Kill Bill].

  • Trama:Il giovane Wong deve imparare l’arte del Kung Fu ubriaco dal severo maestro Su e affrontare un pericoloso killer che vuole ucciderli.
  • Cose Belle: Ogni combattimento è coreografato sempre con uno stile comico con diversi avversari, molto divertente quello con la zia, con “pallottola”, e con il cattivo finale. Divertente anche il personaggio di Chan e tutti i suoi tentativi di sfuggire ai suoi doveri.

Ci sarà un sequel, Drunken Master 2, nel 1994, senza Woo Ping. Anche se manca il vero e proprio maestro ubriaco e Jackie è ormai troppo grande per interpretare il ragazzetto combina-guai, è un ottimo bis di combattimenti (le botte finali hanno richiesto 6 mesi di lavorazione, con Jackie che prende fuoco più volte e “cade” sui carboni ardenti).


#2. 1983. Project A Operazione Pirati

Dopo il successo del 1978 Jackie Chan diventa inarrestabile, nel 1979 il suo primo film da regista “La mano che uccide” e nel 1980 il suo debutto a Hollywood come protagonista in “Chi tocca il giallo muore”, film in cui si trovò molto a disagio perchè non era libero di fare tutte quelle folli acrobazie e quell’azione comica che a lui veniva così bene.

“Chi tocca il giallo muore” – Trova l’intruso

Dopo l’esperienza americana, Jackie se ne torna ad Honk Kong un po’ deluso ma non arreso, anzi ancora più motivato a menare la gente, così per rilanciare il suo cinema, fa squadra con Yuen Biao e Sammo Hung, suoi amici e compagni di botte sin dall’infanzia.

[Chi è Yuen Biao e Sammo Hung? Compagni di corso di Jackie nella Peking Opera School, il primo è sconosciuto in Occidente, mentre Sammo Hung qualcuno potrebbe ricordarselo come protagonista della serie americana “Più forte ragazzi”]

  • Trama: Il marinaio Chan, l’ispettore di polizia Biao e il ladro Hung devono collaborare per infiltrarsi nel covo di un pirata.
  • Cose belle: Jackie Chan che quasi si spezza l’osso del collo per omaggiare Harold Lloyd. Il combattimento finale tre contro uno. La comicità non solo d’azione ma anche verbale con quelle battute leggere e ingenue alla “Bud&Terence” come “Capitano, credo di essermi infilato nelle sue manette“. L’inseguimento in bicicletta. La pancia di Sammo Hung nel combattimento finale.

#3. 1984. Il mistero del conte Lobos

Project A riscuote un enorme successo e il trio decide di fare di meglio e nel 1984 si ripropone con quello che insieme a Drunken Master e Police story lo considero il miglior film di Jackie Chan, Il mistero del conte Lobos, conosciuto in Italia anche come Cena a sorpresa e a livello internazionale come Wheels on Meals (titolo volutamente sbagliato).

Immagine correlata
  • Trama: Un investigatore e due cuochi di strada devono salvare una bella ereditiera da un banda di cattivi.
  • Cose belle: La serie infinita di gag e comicità ingenua e totalmente gratuita. Jackie che esce dal balcone invece che dalla porta, che sale sullo Skateboard facendo una capriola all’indietro. Leggendario il furgoncino giallo che passa sopra un ponte invece che sotto. Indimenticabile l’uomo orologio e tutti gli altri pazzi del manicomio. Bellissimi i combattimenti in particolare quello finale tra Chan e il campione di arti marziali Benny Urquidez, (non ho mai visto Jackie prendere tante botte).

#4. 1985. Police Story

Nel 1985 Jackie torna ad Hollywood come protagonista in The Protector ma il risultato è ancora più catastrofico di Chi tocca il giallo muore e il problema è sempre quello, Jackie si sente incatenato a direttive che gli impediscono di tirare fuori il suo personaggio, tanto che abbandona più volte le riprese e addirittura in post-produzione, per la release in Cina, fa un re-editing del film eliminando alcune scene e inserendone delle altre con la speranza di migliore un po’ le cose.

Dopo questa terribile esperienza, Jackie torna in Cina più carico che mai e ci regala uno dei suoi capolavori, quello che lui stesso ha descritto come il suo miglior film, Police Story.

La descrizione di Wikipedia è emblematica: “… Acrobazie al di là della ragione umana. Numerose vetrate distrutte (il film venne ribattezzato dai critici “Vetro Story”), stuntman che si lanciano a peso morto sulle scale mobili, incredibili balzi da parapetti da parte di Jackie e vari scavalcamenti. Inoltre, numeri funambolici con le moto con pugni e calci veri. Il film è l’esasperazione massima dell’invulnerabilità del corpo di Chan.”

Per capirci: Police Story è per Jackie Chan quello che Commando è per Arnold Schwarzenegger, il manifesto di una nuova era.

  • Trama: Un poliziotto di Hong Kong famoso per i suoi metodi spericolati deve proteggere la bella Selina da una banda di criminali che la vuole morta.
  • Cose belle: Un film pieno di azione estrema tra gente che si lancia dai palazzi e combattimenti simultanei sincronizzati con un infinità di vetri sfondati con la faccia. Jackie Chan che distrugge una favela cinese con le macchine, che prende l’autobus con un ombrello, che lancia la ragazza che deve proteggere dal tetto. Allo stesso tempo un film pieno di comicità alla Buster Keaton e alla Bud e Terence, dalle semplici torte in faccia, alla più eleborata commedia dell’equivoco che culmina con la leggendaria scena in cui Jackie butta giù dalla moto la fidanzata. La canzone finale “Hero story” cantata dallo stesso Chan.

Seguiranno 3 sequel, uno più folle dell’altro. Molto divertente il terzo capitolo in cui Jackie fa coppia con Michelle Yeoh e il quarto in cui c’è una delle sue migliori coreografie, il combattimento con la scala.


#5. 1986. The Armour of God

Jackie fa tutto per davvero, non usa computer grafica, nè ricorre a stuntmen perchè lui è stuntmen di se stesso e di tutti gli altri (nel 1983 ha fondato una propria scuola per stuntmen). Per questo motivo si è rotto parecchie ossa nel corso della sua lunga carriera. In Project A, per omaggiare Harold Lloyd, si butta da una ventina di metri di altezza, atterra di testa ma niente di rotto, invece nel 1986, in Armoud of God, si lancia da 12 metri di altezza, cade di testa e si frattura il cranio, viene ricoverato, operato d’urgenza e gli saldano tutto con una placca metallica. Nonostante questo però il suo carattere non cambia e continuerà a lanciarsi nel vuoto e a fare acrobazie folli.

  • Trama: Jackie Chan, in stile Indiana Jones, deve recuperare l’Armatura di Dio, rubata da una setta di monaci arroccata in un monastero sui monti.
  • Cose belle: Auto e moto che volano leggere nel cielo. Jackie che si butta nel vuoto e atterra su una mongolfiera. Jackie che picchia tutti e in particolare lo scontro finale con le quattro donne nere (con i famosi “pugni sulle tette”).

#6. 1995. Terremoto nel Bronx

Terremoto nel Bronx è il film che finalmente porta il vero Jackie Chan in America. Non quello di Chi tocca il giallo muore o The Protector ma il Chan originale, quello di Police Story, con tutte le sue acrobazie e la sua azione comica.

Regia di Stanley Tong che ha già diretto Jackie nel 1992 in Police Story 3 e lo dirigerà di nuovo nel 1996 in Police Story 4 e in seguito in diversi altri film.

Terremoto nel Bronx va ricordato oltre che come primo grande successo americano di Jackie anche per -l’inseguimento per le strade di New York con un hovercraft– e per il famoso -salto da un palazzo all’altro- realizzato ovviamente senza effetti speciali da Jackie stesso e testato anche dal regista-stuntman Tong.

  • Trama: Chan si trova alle prese con una banda di gangster che vogliono recuperare una partita di diamanti.
  • Cose belle: combattimenti fra flipper, carrelli e frigoriferi, un hovercraft per le strade di New York, il salto spettacolare da un palazzo all’altro realizzato ovviamente dal vivo da Jackie Chan. Metà del film, comprese le scene d’azione finali, Jackie l’ha girato con un caviglia ingessata che nascondeva indossando una calza con sopra disegnata la scarpa.

#7. 1998. Rush Hour

Con Terremoto nel Bronx Jackie riesce a presentare il suo cinema agli americani, ma con Rush Hour si pone un obiettivo più complicato, non solo farsi amare dagli americani ma anche mischiarsi con loro. Ecco quindi che viene accoppiato con un poliziotto afroamericano tutto chiacchiere e sparatorie interpretato da Chris Tucker (in quel periodo identificato come il nuovo Eddie Murphy).

La formula funziona e Rush Hour diventa il più grande successo commerciale di Jackie (budget 34 milioni, incasso 245 milioni).

Trama: L’ispettore Lee e il detective Carter devono affrontare dei pericolosi contrabbandieri

Cose belle: tanti situazioni comiche e combattimenti divertente (la rissa nel bar e la scena finale in cui jackie mena i cattivi mentre cerca di non rompere i vasi cinesi).

Seguiranno due sequel, nel 2001 e nel 2007, un terzo è in fase di pre-produzione. I sequel sono effettivamente molto più carichi di acrobazie e combattimenti rispetto al primo, evidentemente la produzione, visto il successo, ha lasciato sempre più libertà a Jackie.


#8. 2000. Pallottole Cinesi

Dopo l’accoppiata con Chris Tucker, Jackie sperimenta un nuovo compagno, Owen Wilson, questa volta però in versione western cercando di fare un mix della cultura occidentale del far west con quella orientale delle arti marziali, in Pallottole Cinesi il cui titolo originale Shangai Noon fa il verso a High Noon (ovvero Mezzogiorno di fuoco, uno dei più famosi film western della storia).

Ne viene fuori il film più “adatto alle famiglie” di Jackie, completamente privo di sangue o qualsiasi altra cosa violenta e allo stesso tempo pieno di gag con personaggi molto semplici, i buoni si vogliono bene e i cattivi sono brutti e cattivi.

Trama: La guardia imperiale Chon Wang si allea con il cowboy Ray O’Bennon per salvare salvare la principessa Pei Pei.

Cose belle: Jackie ci fa vedere la sua notevolissima destrezza nei movimenti (con le corde, i bastoni, i nunchaku).

Un sequel nel 2003, Due Cavalieri a Londra, molto più divertente rispetto al primo film e con più combattimenti (Jackie che combatte nella porta girevole dell’Hotel, che si difende spremendo limoni negli occhi, che imita Gene Kelly combattendo e danzando con un ombrello, che omaggia Charlie Chaplin).


#9. 2008. Il Regno Proibito

Dopo le accoppiate con Chris Tucker e Owen Wilson, Jackie vuole qualcosa di più di una semplice spalla comica, vuole qualcuno con cui menarsi. L’occasione si presenta nel 2008 quando Hollywood sceglie l’anonimo Michael Angarano come scusa per costruire una storia in cui Jackie Chan e Jet Li si possano picchiare, in più come ciliegina sulla torta viene chiamato il leggendario Yuen Woo Ping per curare le coregrafie di botte.

“Ho fatto molte scene di lotta con altri ma di solito c’erano più di 10 riprese che è una perdita di tempo in quanto la persona può dimenticare le sue mosse e farsi male inutilmente. Quando ho combattuto con Jet, niente di tutto questo, le nostre azioni sono state veloci, e non dovevamo rifare la stessa acrobazia 20 volte.”

Jackie Chan

Trama: Un ragazzino americano viene catapultata nella Cina medievale dove impara il Kung Fu e con l’aiuto di Chan e Li sconfigge il Demone di Giada.

Cose belle: jackie Chan che picchia i cattivi, Jet Li che picchia i cattivi ma soprattutto Jackie Chan VS jet Li, unico motivo valido per vedere il film.


#10. 2017. The Foreigner

Negli anni 2000, Jackie è ormai famoso in tutto il mondo e nonostante abbia ormai raggiunto e superato i 50 anni continua a realizzare film d’azione senza limiti. Oltre ai vari sequel di Rush Hour e Pallottole Cinesi lo troviamo protagonista in diversi altri film hollywoodiani, tra cui Lo smoking, Operazione Spy Sitter e The Karate Kid.

Se da un lato Jackie continua con le sue classiche botte comiche, dall’altro sperimenta anche qualcosa di diverso, vuole aggiungere un tono drammatico. Prende allora un suo vecchio classico, Police Story e lo rimette in scena cambiandone completamente lo stile, toglie le gag innocenti ed ingenue e inserisce invece violenza e dramma in New Police Story e Police Story 2013. I risultati però sono deludenti, non è facile distruggere di colpo la maschera che ha portato per più di 30 anni.

Jackie non si arrende e la vera svolta in questo senso arriva nel 2017 con il ruolo da protagonista nel thriller drammatico The Foreigner.

  • Trama: Jackie è disposto a tutto per trovare e uccidere i terroristi che hanno provocato la morte di sua figlia durante un attentato.
  • Cose belle: Jackie riesce alla grande ad interpretare un ruolo drammatico e a trasmettere la sofferenza di un uomo che perso la figlia (molto intensa la scena di lui da solo nella cameretta della figlia). Manca il lato comico e non ci sono quelle acrobazie folli di Police Story ma Jackie comunque riesce a mantenere un buon numero di combattimenti e inseguimenti che mantengono l’azione viva.

Ricapitolando:

Ecco i 10 film fondamentali per ripercorrere la carriera di Jackie Chan

  • Drunken Master di Yuen Woo Ping (1978)
  • Project A – Operazione pirati di Jackie Chan (1983)
  • Il mistero del conte Lobos di Sammo Hung (1984)
  • Police Story di Jackie Chan (1985)
  • Armour of God di Jackie Chan (1986)
  • Terremoto nel Bronx di Stanley Tong (1994)
  • Rush Hour di Brett Rattner (1998)
  • Pallottole Cinesi di Tom Dey (2000)
  • Il Regno Proibito di Robert Minkoff (2008)
  • The Foreigner di Martin Campbell (2017)

Se 10 Jackiefilm non vi bastano allora ve ne posso consigliare anche altri 10:

  • Il Serpente all’ombra dell’Aquila di Yuen Woo Ping (1978)
  • I due cugini di Jackie Chan (1982)
  • Police Story 2 di Jackie Chan (1988)
  • Dragons Forever di Sammo Hung (1988)
  • Police Story 3 di Stanley Tong (1992)
  • Police Story 4 di Stanely Tong (1996)
  • Mr. Nice Guy di Sammo Hung (1997)
  • Rush Hour 2 di Brett Ratner (2002)
  • Due cavalieri a Londra di David Dobkin (2003)
  • Rush Hour 3 di Brett Ratner (2007)

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