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Anni '80

La prima missione – L’amore fraterno tra Sammo Hung e Jackie Chan

È un strano e maldestro tentativo della Golden Harvest di fare un film d’azione drammatico, Hung interpreta un ragazzo con un ritardo mentale combina guai e Chan il fratello che vorrebbe fare carriera ma si sente bloccato dalle necessità del fratello. Le scene d’azione sono tutte a carico di Chan che si limita a un inseguimento in auto e una scazzottata finale nemmeno tanto spettacolare. Nel film compare anche Corey Yuen e il fratello di Hung, mentre Yuen Biao si limita a coreografo d’azione. Consigliato sono agli appassionati. 1985. Di Sammo Hung, con Jackie Chan, Sammo Hung

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Anni 2010

Ip Man 2 – Remake orientale di Rocky 4

Identici cast e team di produzione del primo film, questa volta Sammo Hung non solo è action director ma anche attore coprotagonista. Sicuramente spettacolari e divertenti tutte le sequenze di combattimento ma riesce a coinvolgere molto poco, probabilmente perché sembra di vedere il remake orientale abbastanza scontato di Rocky IV, i personaggi sono praticamente fotocopiati. 2010. Cina. Regia di Wilson Yip, con Donnie Yen, Lynn Hung, Sammo Hung, Darren Shahlavi

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Anni 2000

Ip Man – Donnie Yen sconfigge il Giappone

Liberamente ispirato alla vita di Ip Man, maestro di Wing Chun, arte marziale cinese concepita, secondo la leggenda, dalla monaca buddista Ng Mui che poi l’ha insegnato alla figlia Yim Wing-chun che poi l’ha insegnato a Ip Man che poi l’ha insegnato al nostro tanto amato Bruce Le. Il film è ambientato durante la guerra cino-giapponese ed ha un forte spirito nazionalista tanto che nel finale vuole addirittura attribuire la resa del Giappone al grande coraggio del maestro IpMan. Aldilà della rivisitazione storica, il regista Wilson Yip oltre a mostrarci una lunga serie di combattimenti perfettamente coreografati dal maestro Sammo Hung, riesce alla grande a creare “il personaggio Ip Man”, un’uomo buono, umile e gentile ma che al bisogno sa diventare spietato e letale. Ottima prestazione del 45enne Donnie Yen. Coinvolto nel progetto anche il primogenito del vero maestro Ip Man. Senza dubbio tra i 100 migliori film d’azione della storia. 2008. Cina. Regia di Wilson Yip, con Donnie Yen, Simon Yam, Lynn Hung, Lam Ka-tung, Xing Yu, Hiroyuki Ikeuchi, Tenma Shibuya. 3 sequel.

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Anni '80

Drunken Tai Chi – Donnie Yen balla la breakdance

Il maestro Yuen Wo Ping dopo l’inaspettato grande successo di Drunken Master con Jackie Chan, decide di riprovarci segnando così l’inizio della carriera di un altro grande pilastro del cinema d’azione orientale, Donnie Yen. Nonostante l’ottima performance dell’attore che si presta a innumerevoli combattimenti e acrobazie con anche una scena di breakdancing, il risultato non è quello sperato e il film riscuote scarso successo. Stonano alcune scene di cruda violenza in una commedia d’azione per “famiglie”. Consigliato solo per gli appassionati. 1984. Cina. Regia di Yuen Wo Ping, con Donnie Yen,

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Anni 2020

Ambulance – Michael Bay e la sua pazza ambulanza

Dopo il tamarrissimo e ignorantissimo 6 underground, Bay mette in scena qualcosa di più semplice e lineare, una sorta di Speed con protagonista un’ambulanza invece che un autobus. Il risultato è un ottimo thriller d’azione con stile Bayhem (Bay-Mayhem), due ore di inseguimenti, sparatorie, esplosioni, auto che volano, con ritmo sempre vivo e costante e un finale intenso che vuole commuovere. 2022. Regia di Michael Bay, con Jake Gyllenhaal, Yahya Abdul-Mateen II, Eiza Gonzalez. Remake dell’omonimo film danese del 2005

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Anni 2010

Man of Tai Chi – Keanu Reeves si fa regista

Keanu Reeves a 49 anni sente la necessità di fare film di botte, ci prova con questo Man of Tai Chi, di cui è anche regista. Chiama il maestro Yuen Woo Ping a dirigere i combattimenti e mette come protagonista lo stunt-man Tiger Hu Chen che aveva conosciuto sul set di Matrix. Il risultato però è parecchio deludente, belli i combattimenti ma tutto il resto è noia. Consigliato solo per gli appassionati.

2013. USA. Regia di Keanu Reeves, con Tiger Hu Chen e Keanu Reeves. Budget di 25 milioni, incasso di 5 milioni.

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Anni 2020

Rogue – Megan Fox imbraccia il fucile

E’ un rimescolamento della storia di Predator, c’è il commando di mercenari che deve compiere la sua missione di estrazione, ci sono i terroristi cattivi, e c’è una feroce leonessa che si occupa della parte horror del film. Interessante la scelta di Megan Fox nel ruolo di Arnold Schwarzenegger, ma il risultato è abbastanza scarso, manca un vero cattivo, e la Fox spara tanto ma non molla nemmeno un cazzotto. Consigliato solo agli appassionati.

2020. USA. Regia di M.J. Bassett, con Megan Fox, Philip Winchester.

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Anni '90

Speed – Keanu Reeves e Sandra Bullock su un autobus senza freni

Un classico del cinema thriller d’azione degli anni 90, super-incasso al botteghino. Secondo film d’azione per Sandra Bullock dopo Demolition Man del 1993 e anche per Keanu Reeves dopo il successo di Point Break. I personaggi sono abbastanza piatti, anche il cattivo di Dennis Hopper, però l’azione è costante e sempre viva. Sequel nel 1997, con la Bullock ma senza Reeves, flop al botteghino.

Di Jan De Bont, con Keanu Reeves, Sandra Bullock, Dennis Hopper, Joe Morton, Jeff Daniels. Budget 35 milioni, incasso 350 milioni.

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Anni 2020

Samaritan – Sylvester Stallone è finalmente un supereroe

2022. USA. Di Julius Avery, con Sylvester Stallone, JavonWalton, Pilou Asbæk. Per la prima volta nella sua vita il 76enne Stallone, (che al momento è il protagonista d’azione più anziano ancora in attività), interpreta un supereroe con dei veri superpoteri e con l’aiuto degli inevitabili effetti speciali continua a menare tutta la gente cattiva che incontra. Nonostante l’interessante ambientazione nei quartieri poveri e disagiati per rendere sempre più difficile la scelta tra il bene e il male, il risultato è abbastanza scarso. Le scene d’azione si concentrano tutte nello scontro finale e senza particolare spettacolarità, ma il vero problema è l’assenza di personaggi notevoli, primo fra tutti un cattivo completamente anonimo. Consigliato solo per gli appassionati.

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Anni 2020

Prey – Predator invertito

Non solo ricrea la magia del primo capitolo ma, come si può intuire dal nuovo titolo, rivoluzione anche lo schema classico della saga: il mostro venuto dallo spazio è the prey mentre la protagonista umana è the predator, non il contrario. Schwarzenegger nel 1987 diventa anche lui un predatore ma lo diventa nel finale costretto dalla necessità di sopravvivere, qui invece fin dall’inizio del film, fin da prima che il predator arrivi sulla terra e diventi una minaccia, Naru vuole diventare una cacciatrice, per cui quello che vediamo in scena in realtà non è una lotta per la sopravvivenza ma una sfida tra Naru e l’alieno per stabilire chi è predator e chi è prey. Il risultato è notevole, un film inteso, pieno di azione e con un’ottima colonna sonora che amplifica ogni scena. Il cast ridotto all’essenziale e l’ambientazione nella giungla del 1700 permettono inoltre di godere di una storia più “pulita”, senza tutte quelle distrazioni supertecnologiche che invece abbondano nei precedenti capitoli. Il regista Trachtenberg dice di essersi ispirato a Mad Max: Fury Road. Il Predator è interpretato dal cestista italoamericano Dane Diliegro. Senza dubbio tra i 100 migliori film d’azione della storia. 2022. USA. Di Dan Trachtenberg, con Amber Midthunder, Dakota Beavers, Dane DiLiegro.

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Anni 2010

The Predator

2018. Di Shane Black, con Boyd Holbrook, Casey Bracket, Jacob Tremblay, Trevante Rhodes, Sterling K. Brown, Thomas Jane, Alfie Allen. Budget 88 milioni, incasso 160 milioni. Shane Black, già protagonista nel primo film, questa volta si dedica a regia e sceneggiatura con l’intento di portare nuova originalità rispetto ai precedenti, ma in realtà oltre alle divertenti scene d’azione e la simpatia dello strano gruppo di protagonisti, il risultato è abbastanza scarso. Consigliato solo per gli appassionati.

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Anni 2010

Predators

2010. USA. Di Nimród Antal, con Adrien Brody, Alice Braga, Topher Grace, Walton Goggins, Oleg Taktarov, Mahershala Ali, Danny Trejo, Laurence Fishburne. Budget 40 milioni, incasso 120 milioni. Prodotto da Robert Rodriguez, ritorna il tema della giungla ma questa volta non sul pianeta Terra. Sicuramente divertente per le scene d’azione ma molto povero per quanto riguarda personaggi e trama con l’inserimento di diversi colpi di scena abbastanza inutili e scontati. Comparsata di Laurence Fishburne e Danny Trejo. Consigliato solo agli appassionati.

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Anni '90

Predator 2

1990. Di Stephen Hopkins, con Danny Glover, Maria Conchita Alonso, Gary Busey, Bill Paxton, Adam Baldwin. Budget 25 milioni, incasso 50 milioni

Sequel abbastanza deludente, l’azione viene spostata nel centro urbano di Los Angeles, non ho capito perchè la necessità di ambientare il film nel 1997, la Los Angeles del 1990 non era già abbastanza violenta? L’unico punto di forza il simpatico protagonista Danny Glover, che si impegna nel ruolo di superpoliziotto in numerose scene d’azione fino a un vero e proprio scontro finale corpo a corpo con il predator. Altri personaggi completamente inesistenti. Consigliato solo agli appassionati.

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Anni '80

Predator – Shooting Jungle

1987. Di John Mctiernan, con Arnold Schwarzenegger, Carl Weathers, Bill Duke, Shane Black, Sonny Landham, Elpidia Carrilo. Musiche di Alan Silvestri. Effetti speciali di Stan Winston. Budget di 15 milioni di dollari, incasso 100 milioni.

Immaginate uno slasher tipo Halloween, al posto di Micheal Myers mettete un mostro alieno, poi sostituite i giovani pischelli da uccidere con un commando di supersoldati e sostituite la classica protagonista femminile con Arnold Schwarzenegger.

Nonostante la presentazione di basso livello, è un film in realtà molto intenso e innovativo. Tralasciando l’ampissimo discorso sulla paura del diverso, la cosa più interessante è la profonda trasformazione dei protagonisti. La prima parte è un mini-film d’azione anni ’80, dalla presentazione epica dei personaggi (vedi la discesa dall’elicottero e il muscoloso saluto con braccio di ferro tra Schwarzy e Weathers) fino alla supersparatoria per completare la missione di salvataggio. Nella seconda parte, dopo la simbolica uccisione dello scorpione, i potenti e pieni di sè uomini d’azione diventano delle deboli prede spaventate e vediamo tutta la loro paura espolodere nella famosa scena “shooting jungle”. Molto intenso il personaggio di Billy, quello che più di tutti mostra la sua paura tanto che alla fine decide di non scappare più. Interessante la scelta di aggiungere al commando spaventato la giovane donna prigioniera. Da notare nel cast Shane Black famoso sceneggiatore di film d’azione tra cui Arma Letale.

In questo film, i forti e muscolosi eroi d’azione anni ’80 vengono violentamente traumatizzati da un nemico invincibile che li terrorizza a morte, rappresentando così l’inizio della fine dell’edonismo reaganiano che ha dominato il cinema d’azione americano di quegli anni, e infatti, l’anno dopo, proprio lo stesso regista Mctiernan con Die Hard rivoluziona definitivamente la figura del protagonista d’azione.

Senza dubbio tra i 100 migliori film d’azione della storia.

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Anni 2010

Kingsman: il cerchio d’oro

Continua l’ambizioso progetto di spionaggio d’azione comico. Grande ritorno di Colin Firth, ottima la cattiva Julianne Moore, Sprecatissima Halle Barry, inutili gli Statesmen Channing Tatum, Jeff Bridges e Pedro Pascal. Vale la pena solo per le scene d’azione e soprattuto per l’epica e indimenticabile partecipazione di Elton John. Terzo capitolo nel 2022 con regia e cast completamente diversi.

2017. Regno Unito. Di Matthew Vaughn, con Colin Firth, Taron Egerton, Mark Strong, Halle Barry, Julianne Moore, Channing Tatum, Pedro Pascal, Jeff Bridges, Elton John. Budget 100 milioni, incasso 400 milioni.