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Anni 2000 Commenti brevi

The Protector – Ginocchiate volanti

2005. Regia di Prachya Pinkaew, con Tony Jaa. Budget 5 milioni, incasso 27 milioni

Trama: I cattivi rapiscono e fanno del male agli elefanti personali di Tony Jaa. Botte.

Dopo il grande successo di Ong Bak, Tony Jaa ritorna a menare la gente con ancora più violenza e pone le basi di un futuro cinema d’azione che arriverà anche ad Hollywood qualche anno più tardi.

Cose Belle: Toni Jaa che va in giro per Sidney gridando alla gente “dove sono i miei elefanti?!!”, che mena i cattivi senza alcun limite, combattimenti estremi con le bellissime ginocchiate volanti dritte al petto dei cattivi. Bello anche il combattimento contro il capoeirista.

Cose brutte: nessuna

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Anni 2000

Chocolate – un film di botte thailandese senza Tony Jaa

2008. Regia di Prachya Pinkaew, con Yanin “Jeeja”. Coreografie di Panna Rittikrai.

Trama: una ragazzina autistica, abilissima nell’arte del Muay thai, deve recuperare i soldi per le cure mediche della madre malata

Cose belle: tante ma tante botte

Cose brutte: trama e personaggi molto poco empatici. Recuperare i soldi con la violenza, anche se per un nobile scopo, non è un comportamento tipico da “eroe d’azione”, anzi è più da villain.

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Anni '90 Commenti brevi

Terminator 2 – Hasta la vista, Baby

1991. Regia di james Cameron, con Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Robert Patrick, Edward Furlong. Budget 100 milioni, incasso 520 milioni.

Trama: Due Terminator vengono inviati indietro nel tempo, uno per uccidere il futuro leader della resistenza umana ancora dodicenne, l’altro per proteggerlo.

Secondo il Mereghetti è “Furiosamente spettacolare… Epocale e quindi imperdibile”. Senza dubbio uno dei più importanti film d’azione della storia, l’incasso di oltre 500 milioni di dollari nel 1991 era secondo solo a Star Wars del ’77 e E.T. del 1982.

Cose Belle: La scena iniziale di Schwarzenegger che prende i vestiti e gli occchiali da sole con Bad to the bone di George Thorogood. Le musiche e la leggendaria You could be mine dei Guns and Roses. Robert Patrick e gli effetti speciali della legapolimetallicamimetica. La battuta “Hasta la vista baby” e il T-1000 in 1000 pezzi. Sarah Connor e il “No Fate”. il dott. Silberman. L’inseguimento camion-moto nei canali.

Cose brutte: nessuna

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Anni '90 Commenti brevi Sylvester Stallone

Demolition Man – Ci vuole un pazzo per beccare un pazzo

1993. Regia di Marco Brambilla e con Sylvester Stallone, Wesley Snipes, Sandra Bullock, Bob Gunton. Budget 60 milioni, incassso 160 milioni.

Trama: il poliziotto John Spartan viene risvegliato dall’ibernazione nel 2032 per fermare il supercriminale Simon Phoenix

Regia di Marco Brambilla, un tizio nato a Milano, poi trasferitosi in America, che a tutt’oggi ha sul suo curriculum da regista solo questo capolavoro e Una ragazza sfrenata con Benicio Del Toro, Alicia Silverstone, e Christopher Walken.

Insieme a Dredd – La legge sono io questo film rappresenta l’apice della carriera d’azione di Stallone che secondo me è stato molto più bravo negli anni ‘90 che ‘80 (escludendo ovviamente Rambo).

Cose belle: stallone che grida mentre corre mentre dietro di lui esplode tutto. Le tre conchigliette. Wesley Snipes biondo che mena un sacco di botte.

Cose brutte: nessuna.

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione

Furie – hai rapito la figlia sbagliata

2019. Regia di Lê Văn Kiệt, con Veronica Ngô. Distribuito su Netflix.

Trama: Una mamma deve recuperare la figlia rapita

La classica scusa per far menare, ovvero rapisco tua figlia. E’ un remake di Io vi troverò, che a sua volta è un remake di Commando, in versione femminile. Considerando che è un film vietnamita (a tutt’oggi questo è il primo e unico film vietnamita che conosco e che ho visto) il risultato è ottimo.

Cose belle: La protagonista Veronica Ngo che dà un sacco di botte. Tanti combattimenti corpo a corpo. lo scontro finale con la cattiva nel vagone e le botte contro gli uomini armati, anche se durano poco.

Cose brutte: nessuna

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Anni '80 Commenti brevi

Terminator – I’ll be back

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1984. Regia di James Cameron. Protagonista Arnold Shwarzenegger, Linda Hamilton, Michela Bien. Budget 6 milioni, incasso 78 milioni.

Trama: un cyborg viene inviato indietro nel tempo per uccidere la donna che darà alla luce il futuro leader della resistenza umana contro le macchine.

James Cameron racconta di aver sognato la sceneggiatura di Terminator che prevedeva in realtà quello che sarà poi Terminator 2 ma nel 1984 era praticamente impossibile portare in scena un cyborg di legapolimetallicomimetica e così Cameron riadatta.

Appena uscito dal successo di Conan, Arnold inizialmente viene in realtà contattato per il ruolo di Ryse ma durante il primo incontro con James Cameron entrambi capiscono immediatamente che era piuccheperfetto per interpretare un cyborg inespressivo.

Schwarzenegger ha solo 18 battute nel film, e meno di 100 parole. Un ruolo perfetto per poter esprimere tutta la sua inespressivitá.

Cose belle: La battuta “I’ll be back” (resa nella versione italiana con “aspetto fuori”), al 34° posto nella classifica delle 100 migliori citazioni cinematografiche, diventerà per Schwarzenegger la sua battuta inevitabile in ogni film futuro. Gli interventi chirurgici del terminator su stesso e tutti gli altri effetti speciali. Le musiche anni ‘80 e quel ritmo martellante di sottofondo. Il dr. Silberman. Il tenente Traxler. L’ iguana. Franco Columbu (culturista amico di Schwarzenneger) nella parte del Terminator nel 2029.

Cose brutte: nessuna.

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Anni 2010 Commenti brevi

The raid – Dall’Indonesia con furore

2011. Regia di Garreth Evans, Iko Uwais. Budget 1.1 milioni, incasso 9.3 milioni.

Trama: Una squadra speciale della polizia indonesiana fa irruzione in un grattacielo residenza del boss del crimine.

Il regista inglese Garreth Evans insieme a un gruppo di pazzi indonesiani, primo fra tutti Iko Uwais, realizza uno dei più grandi film d’azione della storia.

Cose belle: Botte, botte e ancora botte. Gente ammazzata con coltelli, accette e tutto quello che capita. Il leggendario Yayan Ruhian aka Mad Dog e il combattimento a tre. le tante sparatorie e le slow motion.

Cose brutte: nessuna

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Anni '80 Commenti brevi

Die Hard – quando l’uomo qualunque diventa eroe d’azione

1988. Regia di John McTiernan e con Bruce Willis, Alan Rickman, sceneggiatura di Steven de Souza. Budget 28 milioni, incasso 142 milioni.

Trama: John McClane va a trovare la moglie al Nakatomi Tower dove contemporaneamente fa irruzione un gruppo di terroristi.

Vi ricordate cosa dice zio Ben a Peter in Spider Man del 2002?

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”

Il cinema d’azione è nato così, impostando lo schema “Schwarzenegger” seconda cui l’eroe d’azione deve essere interpretato da un attore con dei “superpoteri” che lo obbligano a impegnarsi contro i cattivi, lo responsabilizzavano.

John McClane ribalta questo schema, perché lui non ha superpoteri, non ha muscoli, non è esperto di arti marziali, non è esperto di armi, non ha particolari abilità tattiche, è semplicemente un qualcuno che si trova per caso in situazioni di pericolo e decide di mettersi in mezzo.

Bruce willis fa quello che fa Schwarzenegger ma se Schwarzenegger lo fa perché è forte e muscoloso, Willis lo fa solo perché è responsabile, perché lui decide che non può non intervenire.

Cose belle: Bruce Willis che si lancia dal tetto del grattacielo mentre esplode tutto. Alan Rickman al suo esordio sul grande schermo. Il sergente Al Powell. Argyll. I due agenti dell’FBI. La canottiera di Bruce Willis.

Cose brutte: nessuna

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Anni 2010 Commenti brevi Jackie Chan

The Foreigner – Jackie Chan in versione drammatica

2017. Regia di Martin Campbell, con Jackie Chan e Pierce Brosnan. Budget 35 milioni, incasso 145 milioni.

Trama: Jackie è disposto a tutto per trovare e uccidere i terroristi che hanno provocato la morte di sua figlia durante un attentato.

Negli anni 2000, Jackie è ormai famoso in tutto il mondo e nonostante abbia ormai raggiunto e superato i 50 anni continua a realizzare film d’azione senza limiti. Oltre ai vari sequel di Rush Hour e Pallottole Cinesi lo troviamo protagonista in diversi altri film hollywoodiani, tra cui Lo smoking, Operazione Spy Sitter e The Karate Kid.

Se da un lato Jackie continua con le sue classiche botte comiche, dall’altro sperimenta anche qualcosa di diverso, vuole aggiungere un tono drammatico. Prende allora un suo vecchio classico, Police Story e lo rimette in scena cambiandone completamente lo stile, toglie le gag innocenti ed ingenue e inserisce invece violenza e dramma in New Police Story e Police Story 2013. I risultati però sono deludenti, non è facile distruggere di colpo la maschera che ha portato per più di 30 anni.

Jackie non si arrende e la vera svolta in questo senso arriva nel 2017 con il ruolo da protagonista nel thriller drammatico The Foreigner diretto da Martin Campbell (quello di Goldeneye e Casino Royale).

Cose belle: Jackie riesce alla grande ad interpretare un ruolo drammatico e a trasmettere la sofferenza di un uomo che perso la figlia (molto intensa la scena di lui da solo nella cameretta della figlia). Manca il lato comico e non ci sono quelle acrobazie folli di Police Story ma Jackie comunque riesce a mantenere un buon numero di combattimenti e inseguimenti che mantengono viva l’azione.

Cose brutte: nessuna.

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione

Peppermint – Pierre Morel ci riprova

2018. Regia di Pierre Morel, con Jennifer Garner. Budget 25 milioni, incasso 55 milioni.

Trama: ammazzano la famiglia di Jennifer e lei si vendica.

Pierre Morel, grazie alla produzione di Luc Besson, ci ha regalato capolavori come Banlieue 13 e Io vi troverò, poi nel 2015 decide di fare da solo e con The gunman provato a rifare con Sean Penn quello che aveva fatto nel 2008 con Liam Neeson.

Nel 2018 ci riprova con un nuovo “giustiziere della notte” (l’ennesimo), sempre 50enne ma stavolta una donna, la Jennifer Garner di Alias e Elettra che qui diventa l’angelo della vendetta tra i poveri e per i poveri.

Cose belle: Jennifer Garner.

Cose brutte: manca di originalità e le botte sono abbastanza scarse, per vedere il primo massacro dei cattivi dobbiamo aspettare più di 45 minuti.

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Anni 2000 Commenti brevi Jackie Chan

Il regno proibito – Jackie Chan VS Jet Li

2008. Rob Minkoff, con Jackie Chan, Jet Li e Michael Angarano. Budget 55 milioni, incasso 128 milioni.

Trama: Un ragazzino americano viene catapultata nella Cina medievale dove impara il Kung Fu e con l’aiuto di Chan e Li sconfigge il Demone di Giada.

Dopo le accoppiate con Chris Tucker e Owen Wilson, Jackie vuole qualcosa di più di una semplice spalla comica, vuole qualcuno con cui menarsi. L’occasione si presenta nel 2008 quando Hollywood sceglie l’anonimo Michael Angarano come scusa per costruire una storia in cui Jackie Chan e Jet Li si possano picchiare, in più come ciliegina sulla torta viene chiamato il leggendario Yuen Woo Ping per curare le coregrafie di botte.

“Ho fatto molte scene di lotta con altri ma di solito c’erano più di 10 riprese che è una perdita di tempo in quanto la persona può dimenticare le sue mosse e farsi male inutilmente. Quando ho combattuto con Jet, niente di tutto questo, le nostre azioni sono state veloci, e non dovevamo rifare la stessa acrobazia 20 volte.”

Jackie Chan

Cose belle: jackie Chan che picchia i cattivi, Jet Li che picchia i cattivi ma soprattutto Jackie Chan VS jet Li.

Cose brutte: abbastanza banali i personaggi e la trama, Chan VS Li è l’unico motivo valido per vedere il film

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Anni 2000 Commenti brevi Jackie Chan

Pallottole Cinesi – il sole sorge a est e tramonta a ovest

2000. Regia di Tom Dey, con Jackie Chan, Owen Wilson, Lucy Liu. Budget 55 milioni, incasso 100 milioni.

Trama: La guardia imperiale Chon Wang si allea con il cowboy Ray O’Bennon per salvare salvare la principessa Pei Pei.

Dopo l’accoppiata con Chris Tucker, Jackie sperimenta un nuovo compagno, questa volta però in versione western cercando di fare un mix della cultura occidentale del far west con quella orientale delle arti marziali, in Pallottole Cinesi il cui titolo originale Shangai Noon fa il verso a High Noon (ovvero Mezzogiorno di fuoco, uno dei più famosi film western della storia).

Ne viene fuori il film più “adatto alle famiglie” di Jackie, completamente privo di sangue o qualsiasi altra cosa violenta e allo stesso tempo pieno di gag con personaggi molto semplici, i buoni si vogliono bene e i cattivi sono brutti e cattivi.

Cose belle: Jackie ci fa vedere la sua notevolissima destrezza nei movimenti (con le corde, i bastoni, i nunchaku).

Un sequel nel 2003, Due Cavalieri a Londra, molto più divertente rispetto al primo film e con più combattimenti (Jackie che combatte nella porta girevole dell’Hotel, che si difende spremendo limoni negli occhi, che imita Gene Kelly combattendo e danzando con un ombrello, che omaggia Charlie Chaplin).

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Anni 2010 Commenti brevi

6 Underground – Basta con i robotoni giganti che si menano

Michael Bay abbandona i Transformers e torna con le sparatorie-esplosioni delle persone in carne e ossa dei tempi di Bad Boys, scimmiottando Fast and Furious.

Film strapieno di computer graphica e stuntmen ma completamente privo di attori. Il risultato è un film senza senso ma comunque bellissimo.

Cose belle: i primi 20 minuti a Firenze e in particolare la donna in rosso sulla vespa e la burinità americana con cui viene profanata la cultura e l’arte fiorentina. Incidenti e auto che esplodono come se non ci fosse un domani. Le musiche tamarre. L’importanza della “famiglia” che fa parodia a Fast and Furious.

Cose brutte: trama e personaggi inesistenti (ma in fondo che ce frega?)

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Anni 2010 Donne d'azione USA

Terminator: Dark Fate – il giorno del giudizio è inevitabile

2019. Regia di Time Miller. Soggetto di James Cameron. Sceneggiatura di David S. Goyer, Justin Rhodes, Billy Ray. Prodotto da James Cameron. Protagonista Arnold Shwarzenegger, Linda Hamilton, Mackenzie Davis, Gabriel Luna, Natalia Reyes. Budget 190 milioni, incasso 260 milioni.

Trama: Alla fine le macchine sono riuscite a uccidere John Connor e ora c’è un nuovo futuro leader della resistenza da proteggere.

Ormai gli schemi li avevano provati tutti dopo Terminator 2: tentare ancora di uccidere John Connor da grande, raccontare John Connor dopo il giorno del giudizio, trasformare John Connor in un Terminator. I risultati sempre peggiori.

Questa volta si tenta un nuovo percorso, mantenere lo stesso schema narrativo di Terminator 2 ma con personaggi nuovi. John Connor è stato ucciso dall’ennesimo Terminator inviato indietro nel tempo così il futuro cambia ma non come aveva programmato Skynet perché morto un papa se ne fa un altro e inevitabilmente c’è un nuovo futuro leader della resistenza umana. Di conseguenza c’è un nuovo Terminator cattivo mandato dal futuro per ucciderlo e un nuovo guerriero mandato dalla resistenza per proteggerlo.

Per mantenere comunque un legame nostalgico con il passato si richiama in scena la leggendaria Sarah Connor (la 60enne Linda Hamilton) e il leggendario T-800 (il 70enne Arnold Schwarzenegger).

Il risultato non è male, non c’è ovviamente quella magia dell’insuperabile secondo capitolo però sicuramente meglio del quinto e forse anche del terzo e quarto.

Molto discutibile la storiella che il T-800 sviluppa un coscienza, diventa Carl il tappezziere e si fa una famiglia. In realtà il vero problema è che l’hanno presentata male, come fosse un intermezzo comico, con Schwarzenegger che elenca le sue grandi doti come marito (“Sono molto simpatico”). L’idea in se però non è del tutto stupida, e magari messa in scena diversamente avrebbe fatto emergere meglio un tema fondamentale dell’esistenza umana, il significato della vita. Forse il Terminator è riuscito a capire meglio degli umani (vedi Sarah Connor) l’importanza di “resettarsi” e ricercare uno nuovo scopo per cui vivere?

Cose belle: il personaggio di Sarah Connor e la sua entrata in scena con una supermitragliatrice e un lancia razzi. Mackenzie Davis che da un sacco di botte anche nuda. Il cattivo che si sdoppia e diventa due cattivi che menano. Divertenti le botte sull’aereo che precipita e lo scontro finale nella fabbrica.

Cose brutte: Dani Ramos che dovrebbe essere la vera protagonista resta troppo nell’ombra. Debole anche Schwarzenegger che si rende più elemento comico che altro.

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Anni 2010 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo: Last Blood – Come il quarto però fatto meglio

‘Rambo: Last Blood’: Revenge, cold and crimson

2019. Regia di Adrian Grunberg. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e Matthew Cirulnick.

Trama: Rambo si scontra con dei narcotrafficanti messicani

John Rambo, ormai 73 anni, tornato a casa, nel suo ranch di famiglia, addestra cavalli e convive con una ragazzina e relativa nonna che gli vogliono tanto bene. Nel tempo libero salva gente a caso dalle calamità naturali, e costruisce decine e decine di tunnel sotterranei senza alcun motivo (ma in fondo se sei un Rambo in pensione come lo vuoi passare il tempo?).

Stallone finalmente dopo Vietnam, Afghanistan e Birmania, riporta l’azione sul suolo americano. Il nemico però resta lo straniero, in questo caso i messicani. Sarebbe stato bello se in questo Last Blood (di nome e di fatto) Rambo avesse combattuto di nuovo una guerra interna, contro i suoi stessi concittadini americani, come quella del First Blood, sarebbe stata una chiusa perfetta e invece no. Comunque alla fine quello che importa è vedere Rambo che nonostante l’età, ammazza tutti e lo fa alla grande, molto meglio del quarto capitolo.

Si fa ancora più forte quella rappresentanzione macabra e splatter dell’azione tanto che nella sequenza finale sembra di vedere un film della saga di Halloween o Venerdì 13. Una quantità indefinita di cattivi lo vanno a prendere a casa e lui li uccide uno per uno con varie trappole di ogni genere, raggiungendo l’epicità nell’ultimo ammazzamento in tre fasi: prima con arco e frecce, poi coltello, poi le mani (non ve lo racconto nei dettagli, guardatelo voi stessi).

Cose Belle: I vari modi in cui Rambo ammazza la gente (potrei elencare tutte le varie morti ma vi rovinerei lo spettacolo), il massacro finale con One to five dei Doors (non ci sono più le musiche di Goldsmith).

Cose brutte: nessuna