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Anni 2010 Commenti brevi Jackie Chan

The Foreigner – Jackie Chan in versione drammatica

2017. Regia di Martin Campbell, con Jackie Chan e Pierce Brosnan. Budget 35 milioni, incasso 145 milioni.

Trama: Jackie è disposto a tutto per trovare e uccidere i terroristi che hanno provocato la morte di sua figlia durante un attentato.

Negli anni 2000, Jackie è ormai famoso in tutto il mondo e nonostante abbia ormai raggiunto e superato i 50 anni continua a realizzare film d’azione senza limiti. Oltre ai vari sequel di Rush Hour e Pallottole Cinesi lo troviamo protagonista in diversi altri film hollywoodiani, tra cui Lo smoking, Operazione Spy Sitter e The Karate Kid.

Se da un lato Jackie continua con le sue classiche botte comiche, dall’altro sperimenta anche qualcosa di diverso, vuole aggiungere un tono drammatico. Prende allora un suo vecchio classico, Police Story e lo rimette in scena cambiandone completamente lo stile, toglie le gag innocenti ed ingenue e inserisce invece violenza e dramma in New Police Story e Police Story 2013. I risultati però sono deludenti, non è facile distruggere di colpo la maschera che ha portato per più di 30 anni.

Jackie non si arrende e la vera svolta in questo senso arriva nel 2017 con il ruolo da protagonista nel thriller drammatico The Foreigner diretto da Martin Campbell (quello di Goldeneye e Casino Royale).

Cose belle: Jackie riesce alla grande ad interpretare un ruolo drammatico e a trasmettere la sofferenza di un uomo che perso la figlia (molto intensa la scena di lui da solo nella cameretta della figlia). Manca il lato comico e non ci sono quelle acrobazie folli di Police Story ma Jackie comunque riesce a mantenere un buon numero di combattimenti e inseguimenti che mantengono viva l’azione.

Cose brutte: nessuna.

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione

Peppermint – Pierre Morel ci riprova

2018. Regia di Pierre Morel, con Jennifer Garner. Budget 25 milioni, incasso 55 milioni.

Trama: ammazzano la famiglia di Jennifer e lei si vendica.

Pierre Morel è uno di quei registi che grazie a Luc Besson, ci ha regalato capolavori come Banlieue 13 e Io vi troverò, poi ha deciso di fare solo e nel 2015 con The gunman aveva provato a rifare con Sean Penn quello che aveva fatto nel 2008 con Liam Neeson.

Nel 2018 ci riprova con un nuovo “giustiziere della notte” (l’ennesimo), sempre 50enne ma stavolta una donna, la Jennifer Garner di Alias e Elettra che qui diventa l’angelo della vendetta tra i poveri e per i poveri.

Cose belle: Jennifer Garner.

Cose brutte: manca di originalità e le botte sono abbastanza scarse, per vedere il primo massacro dei cattivi dobbiamo aspettare più di 45 minuti.

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Anni 2010 Commenti brevi

6 Underground – Basta con i robotoni giganti che si menano

Michael Bay abbandona i Transformers e torna con le sparatorie-esplosioni delle persone in carne e ossa dei tempi di Bad Boys, scimmiottando Fast and Furious.

Film strapieno di computer graphica e stuntmen ma completamente privo di attori. Il risultato è un film senza senso ma comunque bellissimo.

Cose belle: i primi 20 minuti a Firenze e in particolare la donna in rosso sulla vespa e la burinità americana con cui viene profanata la cultura e l’arte fiorentina. Incidenti e auto che esplodono come se non ci fosse un domani. Le musiche tamarre. L’importanza della “famiglia” che fa parodia a Fast and Furious.

Cose brutte: trama e personaggi inesistenti (ma in fondo che ce frega?)