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Polar – quando ti rendi conto che uccidere qualcuno è più conveniente che pagarlo

2019. Regia del batterista svedese Jonas Akerlund e con Mads Mikkelsen e Vanessa Hudgens. Tratto dal fumetto “Polar: Came from the cold” del 2012 di Víctor Santos,

Uno dei più bravi killer professionisti sta per andare in pensione e vuole una buonuscita di 8 milioni di dollari ma il suo capo si rende conto che è più conveniente ucciderlo che pagarlo.

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Revenge – “Voi donne dovete sempre scatenare un putiferio”

2017. Regia e scenggiatura di Coralie Fargeat, protagonista l’italiana Matilda Lutz

Una sexy-girl viene invitata dal suo amante nel bel mezzo del nulla per allietare un noioso week-end di soli maschi. Cos’altro aggiungere?

Anche se racconta una storia di stupro e vendetta, Coralie ha rifiutato l’etichetta di Rape e Revenge intenso come genere, ha negato di aver visto il famoso Non Violentate Jennifer (1978) e ha dichiarato di essersi ispirata a film come Mad Max, Rambo, Kill Bill, Old Boy.

Cose belle: Matilda Lutz sexy e provocante che poi fa cose che neanche Rambo. Bellissimo il tatuaggio con la lattina di birra. Film pieno di immagini, rumori e musica, poche parole, molta azione e tantissimo sangue. Una trama molto semplice con solo 4 attori in tutto il film.

Cose brutte: Nessuna.

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Valerian e la città dei mille pianeti

Basato sul fumetto francese Valérian et Laureline del 1967. E’ il film più costoso nella storia del cinema francese con un budget di 197 milioni di dollari, battendo il precedente record di Asterix alle olimpiadi (113 milioni).

Cose belle: La scena iniziale con Space Oddity di David Bowie e la carrellata di capitani spaziali che danno il benvenuto agli alieni interpretati da una serie di colleghi di Luc Besson (Olivier Megaton, Louis Leterrier, Benoit Jacquot). Personaggi divertenti con cast stellare, oltre i due protagonisti abbiamo Clive Owen che fa il cattivone, Ethan Hawke che fa un mezzo-pappone, Rihanna la trasformista e comparsata anche di Rutger Hauer.

2017. Regia di Luc Besson. con Cara Delevingne, Dane Dehaan, Clive Owen, Rihanna, Etthan Hawke.

Cose brutte: trama abbastanza prevedibile e poi lo spiegone finale di Laureline su cosa sia veramente l’amore è stato davvero un brutto colpo.

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Atomica Bionda – Charlize Theron ancora più Furiosa

2017, regia di David Leicht, con Charlize Theron, James McAvoy. Incasso totale 100 milioni di dollari con un budget di 30. Sequel in produzione.

Nel 1989, Lorraine Broughton è un super agente segreto dell’MI6 inviata a Berlino per recuperare una lista di nomi (quali nomi? non importa) e per farlo dovrà picchiare una sacco di gente.

Charlize Theron non ha mai fatto un film d’azione vero e proprio, forse l’unico sarebbe Aeon Flux (2005) ma lì era tutta computer grafica e comunque non ve lo consiglio. Passati i 40 anni e fomentata dal grande successo di Mad Max Fury Road e in particolare del suo personaggio Furiosa, Charlize decide di fare sul serio, quindi compra i diritti del graphic novel “The coldest city” (dal quale è tratto il film) e assume David Leicht come regista.

Leicht è stuntman professionista che a un certo punto nel 2014 ha co-diretto insieme a Chad Stahelski quell’altro capolavoro che è John Wick. Charlize lo chiama e gli fa capire che non può essere solo George Miller (un australiano) l’unico che fa film d’azione con stuntmen e senza Computer graphica. Così mentre Fast and Furious risponde ai mostri della Marvel pompando ancora più computer grafica nelle scene d’azione, Atomica Bionda e John Wick rispondono invece con una super perfomance fisica di attori 50enni come Keanu Reeves e 40enni come Charlize Theron.

Cose Belle: Charlize Theron che si fa il bagno in una vasca piena di ghiaccio. Charlize Theron che si cura le ferite nuda davanti lo specchio con in sottofondo Cat People di David Bowie. Charlize Theron che picchia un sacco di gente a mani nude o con quello che gli capita accanto. La scena iniziale con Blue Monday dei New Order. La scena finale con Under Pressure dei Queen. Le luci cupe ma piene di colori. La scena di 10 minuti di botte in piano sequenza.

Cose Brutte: nessuna.

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Terminator: Genisys – vecchio, non obsoleto

2015. Regia di Alan Taylor, con Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jay Courtney, J.K. Simmons. Budget 158 milioni, incasso 440 milioni. Non è né un remake né in reboot ma un simpatico, divertente e nostalgico revival dedicato ai fan della serie. Trama inutilmemte troppo complicata con troppi Terminator cattivi e troppi viaggi nel tempo. Emilia Clarke è simpaticissima ma la sua Sarah Connor non regge il confronto con l’originale, di mamma (che salva il mondo) ce n’è una sola. Il personaggio di Kyle Reese completamente inutile. Completamente fallimentare il tentativo di ricreare quella relazione padre-figlio di terminator 2, trasformando sarah connor in una figlia e il Terminator in un papà (tanto che quando il T-800 rischia la vita, sarah fa i capricci proprio con il dodicenne john Connor nel secondo film. Divertenti comunque le scene d’azione come l’arrivo dei Terminator, e la scena dello scuolabus che fa una giravolta in aria. Partecipazione del simpatico J.K.Simmons.

P.S. Da oggi ho deciso che non guardarò più nessun trailer o video promozionale, anche se non svelano il finale fanno comunque spoiler. Vi consiglio di fare altrettanto soprattutto per questo film.

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San Andreas – California dreamin…

2015. Regia di Brad Peyton, con Dwayne Johnson, Paul Giamatti, Carla Gugino, Alexandra Daddario. Budget di 110 milioni, incasso di 474 milioni.

Cose belle: Dwayne Johnson, le scene eroiche di salvataggio e per gli effetti speciali di devastazione. Il simpaticissimo Paul Giamatti. La riedizione di California Dreamin di Sia

Cose brutte: Trama e personaggi molto prevedibili come tutti i disaster movie. Comparsata di 5 minuti di Kylie Minogue che fa una brutta fine.

Durante la premiere del film Dwayne Johnson ha ottenuto un nuovo Guinness world record, con ben 105 foto scattate con i fan in tre minuti, so soddisfazioni.

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Il Grande Match – Non è Rocky Balboa VS Jake LaMotta

Non è Rocky 7, non è il sequel di Toro Scatenato e soprattutto non è Rocky Balboa VS Jake LaMotta. Divertente vedere due settantenni che si picchiano. Aldilà dell’incontro di box i due protagonisti si scontrano per tutto il film sin dalle prime scene con battute sull’età e sul fisico ormai decrepito e si picchiano in più di un occasione fuori dal ring con delle mini-risse abbastanza divertenti. C’era proprio bisogno di questo film?

2013. Regia di Peter Segal, conRobert De Niro, Sylvester Stallone, Jon Bernthal kevin Hart e Kim Basinger

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The Last Stand – Il grande ritorno di Arnold

2013. Regia di Kim Ji-Woon, con Arnold Scwharzenegger, Forest Whitaker, Peter Stormare, Luis Guzmán. Budget 45 milioni, incasso 49 milioni.

Lo sceriffo di Sommerton, una piccola e tranquillissima cittadina al confine con il Messico dve bloccare il passaggio ad un pericolosissimo trafficante di droga evaso dal carcere e alla guida di una corvette speciale con più di 1000 cavalli.

Primo film di Arnold appena finita la carriera politica

Cose belle: Schwarzenegger spara con una mitragliatrice della seconda guerra mondiale dopo un testa coda con uno scuolabus, si butta da un tetto mentre spara in testa ad uno dei cattivi, e infine un inseguimento ad alta velocità tra i campi di grano e scazzottata finale. Non manca niente, tipico film alla Schwarzenegger. Simpaticissimo anche Luis Guzman nel ruolo di vice sceriffo e anche Forest Whitaker nel ruolo dell’agente dell’FBI che segue il caso.

Cose brutte: nessuna

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Taken 3 – Continuano a prendere le sue cose…

2015. Regia di Oliver Megaton. Scritto da Luc Besson e Robert Mark Kaman. Prodotto da Luc Besson. Con Liam Neeson, Maggie Grace, Famke Janssen, Forest Withaker, Dougray Scott. Budget 48 milioni, incasso 326 milioni. Ultimo capitolo di una trilogia.

Trama: Bryan Mills, accusato dell’omicidio dell’ex moglie, scappa per dimostrare la sua innocenza e trovare il vero colpevole.

Se il primo Taken è stato un film simbolicamente molto importante, i due sequel sono soltanto due sequel. Il secondo capitolo ha mantenuto una trama elementare, ovvero la vendetta degli albanesi, invece in questo terzo film, Besson e Kamer, hanno elaborato un astuto complotto messo in atto ai danni del nostro amato protagonista.

Cose belle: Vari combattimenti. Inseguimenti contromano in autostrada. Almeno in un paio di occasioni Bryan rimane coinvolto in esplosioni e gravi incidenti ma ovviamente ne esce indenne. Scena finale epica (come fermare un aereo con una porsche) che vale tutto il film.

Cose brutte: trama un po’ troppo contorta, considerando che nel primo e secondo film è praticamente assente.

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I Mercenari 3 – Perché non c’è Bruce Willis?

2014. Regia di Patrick Hughes, con Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Mel Gibson, Harrison Ford, Jason Statham, Antonio Banderas, Jet Li, Wesley Snipes, Dolph Lundgren e tanti altri muscolosi ma meno conosciuti.

Barney Ross (Stallone) deve affrontare un vecchio amico, Stonebanks (Gibson), creduto morto e ora passato al lato oscuro della forza. Per questa missione però Ross decide di sciogliere la vecchia  squadra (Statham, Lundgren, Couture, Crews) per reclutarne una nuova e più giovane.

Non c’è Bruce Willis perchè voleva 4 milioni ma la produzione non voleva darglieli, cosa un po’ strana perchè comunque Willis è un amico sia di Sly che di Schwarzy e per questo aveva partecipato gratis nel primo film, però vabbè. Si aggiunge invece al cast Wesley Snipes che ha veramente trascorso tre anni in carcere per evasione fiscale, Harrison Ford che prende il posto di Bruce Willis e Antonio Banderas così a caso.

Cose belle: poche, soprattutto in confronto ai due precendenti. E’ una gran bella rimpatriata tra vecchie glorie, imperdibile per tutti gli appassionati del genere d’azione e per tutti i fan di uno qualsiasi dell’enorme e imponente cast.

Cose brutte: Perde quel minimo di serietà che c’era nel primo film (grazie a Mickey Rourke) e perde anche quella comicità e autoironia del secondo (che culmina nella comparsata di Chuck Norris). L’azione c’è ma non è personalizzata. Schwarzenegger uccide i cattivi semplicemente premendo il grilletto di una mitragliatrice senza nemmeno regalarci una sua battuta epica. Wesley Snipes e Jason Statham non ci fanno vedere nemmeno una mossa di arti marziali, per non parlare poi di Jet Li che viene inserito nel cast ordinario ma appare nel film per 5 minuti. Il massimo dell’azione che ci regala Harrison Ford è guidare un elicottero e poi Antonio Banderas, l’elemento comico del gruppo, parla tanto, troppo, ed ogni volta che tocca a lui parte in sotto fondo la musica caliente latinoamerica. Mel Gibson, apparte qualche pugno nella scena finale con Stallone, non fa altro che parlare e organizzare la conquista del mondo.