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Anni 2020

Samaritan

2022. USA. Di Julius Avery, con Sylvester Stallone, JavonWalton, Pilou Asbæk. Per la prima volta nella sua vita il 76enne Stallone, (che al momento è il protagonista d’azione più anziano ancora in attività), interpreta un supereroe con dei veri superpoteri e con l’aiuto degli inevitabili effetti speciali continua a menare tutta la gente cattiva che incontra. Nonostante l’interessante ambientazione nei quartieri poveri e disagiati per rendere sempre più difficile la scelta tra il bene e il male, il risultato è abbastanza scarso. Le scene d’azione si concentrano tutte nello scontro finale e senza particolare spettacolarità, ma il vero problema è l’assenza di personaggi notevoli, primo fra tutti un cattivo completamente anonimo. Consigliato solo per gli appassionati.

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Anni 2020

Prey – Non vedi che ti sto uccidendo

2022. USA. Di Dan Trachtenberg, con Amber Midthunder, Dakota Beavers, Dane DiLiegro. Non solo ricrea la magia del primo capitolo ma, come si può intuire dal nuovo titolo, rivoluzione anche lo schema classico della saga: il mostro venuto dallo spazio è the prey mentre la protagonista umana è the predator, non il contrario. Schwarzenegger nel 1987 diventa anche lui un predatore ma lo diventa nel finale costretto dalla necessità di sopravvivere, qui invece fin dall’inizio del film, fin da prima che il predator arrivi sulla terra e diventi una minaccia, Naru vuole diventare una cacciatrice, per cui quello che vediamo in scena in realtà non è una lotta per la sopravvivenza ma una sfida tra Naru e l’alieno per stabilire chi è predator e chi è prey. Il risultato è notevole, un film inteso, pieno di azione e con un’ottima colonna sonora che amplifica ogni scena. Il cast ridotto all’essenziale e l’ambientazione nella giungla del 1700 permettono inoltre di godere di una storia più “pulita”, senza tutte quelle distrazioni supertecnologiche che invece abbondano nei precedenti capitoli. Il regista Trachtenberg dice di essersi ispirato a Mad Max: Fury Road. Il Predator è interpretato dal cestista italoamericano Dane Diliegro.

Senza dubbio tra i 100 migliori film d’azione della storia.

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Anni 2020

Matrix: Resurrections – Un film nostalgico

2021. USA, Regia di Lana Wachowski, con Keanu Reeves, Carrie Anne Moss, Jada Pinkett Smith, Lambert Wilson, Yahya Abdul-Mateen II, Jessica Henwick, Jonathan Groff, Neil Patrick Harris, Priyanka Chopra e Christina Ricci.

Posso capire che il leggendario maestro Yuen Woo Ping all’età di 75 anni abbia di meglio da fare che soddisfare i capricci degli hollywoodiani, però mi ha fatto male vedere le vecchie straordinarie coreografie di arti marziali del primo film, convertite ora in una rozza rissa con onda energetica (ricordo che la scena del dojo nel primo film aveva richiesto 8 mesi di allenamento per Reeves e Fishburne). Tra l’altro, Chad Stahelski, stunt-man d’esperienza nonché regista della serie di John Wick, c’è, sta lì, ce lo fanno pure vedere in scena e Tiffany ce lo presenta “Questo è Chad, mio marito”, ma niente, sta lì a fare la comparsa invece di dirigere Keanu Reeves in spettacolari combattimenti corpo a corpo.

Questo nuovo Matrix ha abbandonato quel rivoluzionario ed equilibrato mix tra azione orientale e occidentale, tra arti marziali e sparatorie, ed è difficile da accettare visto che proprio le Wachowski hanno il merito di aver portato a Hollywood i coreografi d’azione orientali e visto che proprio Keanu Reeves e Chad Stahelski sono attualmente il simbolo di un cinema d’azione nudo e crudo, fatto da stunt-men e senza computer grafica.

Le Wachowski ci raccontano chiaramente come sono andate le cose, nella prima parte del film, con un efficace mossa di metacinema: la Warner Bros voleva fare un sequel e non gli interessa se l’autore/creatore/artista non vuole perché loro sono la Produzione e quindi devono produrre, così alla fine le sorelle si convincono “se proprio deve essere fatto un sequel meglio che sia fatto per mano nostra”.

Il risultato è una nostalgica divertente rimpatriata tra vecchi amici, anche se alcuni hanno dato buca, tipo Laurence Fishburne e Hugo Weaving, mentre altri si sono presentati in modi alquanto strani, vedi Jada Pinkett Smith e Lambert Wilson.

Per quanto riguarda i nuovi personaggi spicca soltanto Neil Patrick Harris, mente il nuovo morpheus e il nuovo agente Smith sono terribili, per non parlare dell’equipaggio della Mnemosine (il tizio che si chiama Sequoia, no comment).

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Anni 2020

Wrath of a man – Jason Statham VS Scott Eastwood

2021. Regno Unito. Regia di Guy Ritchie con Jason Statham, Scott Eastwood, Josh Harnett, Andy Garcia. Remake di un flim francese del 2004 Le Convoyuer, è il quarto film di Guy Ritchie con protagonista Statham, ed è quello più ricco d’azione rimanendo comunque thriller ben ritmato. Scott Eastwood finalmente interpreta un ruolo degno del nome che porta (avrei dato anche più spazio al suo personaggio). Perfetto come sempre Jason Statham. Andy Garcia sprecato.

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Gunpowder Milkshake – maschi contro femmine

2021. USA. Regia di Navot Papushado, con Karen Gillan, Lena Headey, Michelle Yeoh, Carla Gugino, Chloe Coleman, Paul Giamatti. Maschi contro femmine in una storia semplice ma ricca di botte e sparatorie con tante musiche e colori. Molto divertenti le botte al bowling e il massacro dal dentista con “i tre imbecilli”. Bellissimo l’inseguimento in garage con la bambina a volante e il massacro finale in libreria. Co-protagoniste anche Michelle Yeoh con la mitragliatrice e Carla Gugino con il super mitragliatore. Sempre simpatico Paul Giamatti.

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Anni 2020

Nobody – you miss the garbage

2021. USA. Regia di Il’ja Najšuller, con Bob Odenkirk, Christopher Lloyd, RZA. Budget 16 milioni. Dopo il capostipite Liam Neeson che nel 2008 con Io vi Troverò aveva lanciato la moda di “diventare eroi d’azione dopo i 50 anni”, ecco Bob Odenkirk che a quasi 60 anni dice si alle botte, quelle vere, quelle che ti devi allenare seriamente come fossi uno stuntman. Il regista è quel russo impronunciabile che nel 2015 ha provato a farsi notare con il deludente film d’azione sperimentale Hardcore, tutto girato in prima persona. Il risultato, per capirci, è Un giorno di ordinaria follia con protagonista John Wick. Divertenti le sequenza in loop di monotona routine (e i cuscini divisori tra marito e moglie). Ottime le scene d’azione soprattutto la scazzottata nell’autobus (per me il film poteva anche finire qui). Spettacolare L’ 83enne Christopher Lloyd.

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Anni 2020

La Belva – il timido remake italiano di Commando

2020. Italia. Regia di Ludovico Di Martino, Fabrizio Gifuni. Immaginate Commando o Io vi troverò ma con protagonista Rambo, quello del 1982, traumatizzato dal suo passato e disperato per il suo presente. Inseguimenti e botte con scazzottata in piano sequenza sulle scale (citazione di Atomica Bionda). A parte il protagonista, gli altri personaggi sono quasi inesistenti e soprattutto manca un vero cattivo.

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Anni 2020 Commenti brevi

TENET – Nolan ci ricorda la differenza tra capire e sentire

2020. Regia di Christopher Nolan, con John David Washington, Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Dimple Kapadia, Michael Caine, Kenneth Branagh. Musiche di Ludwig Goransson.

Trama: gente che si mena e poi si rimena al contrario tornando indietro nel tempo

Lui (Nolan) vuole fare i film di menare, ma siccome è inglese, laureato in letteratura a Oxbridge con un dottorato in Storia Comparata del Cagare il Cazzo, si vergogna a dirlo.

George Rohmer, i400Calci.com

Dunkirk è stato facile sentirlo, era una storia vera, semplice, raccontata con pochissime parole e con tante immagini, azioni, suoni e musiche.

Tenet invece è difficile, perchè è una storia assurda e complicatissima, piena anche di dialoghi tra i vari personaggi che cercano di capire e spiegare quello che succede, ma Nolan crea questa roba folle solo per ricordarci una cosa: Non cercare di capire, sentilo” (quello che la scienziata dice al protagonista). Il risultato è cinema (d’azione) nella sua forma più pura.

Cose belle: John David Washington. Il cattivo Kenneth Branagh. Comparsata di Michael Caine. Elizabeth Debicki. L’aereo contro l’hangar (pare l’abbiano fatto veramente). La lunga sequenza d’azione finale. Le musiche.

Cose brutte: nessuna

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Anni 2020

Tyler Rake – un nuovo stuntman che si fa regista

2020. Regia di Sam Hargrave, prodotto da Chris Hemsworth e i fratelli Russo. Budget 65 milioni. Distribuito su Netflix.

Trama: il mercenario Tyler Rake deve liberare un ragazzino preso in ostaggio.

Continua così quel nuovo cinema d’azione hollywoodiano fatto di stuntmen e non di computer graphica, dopo Chad Stahelski (John Wick) e David Leitch (Atomica Bionda) ora scende in campo Sam Hargrove stunt-man che si fa regista (e attore, nel film è Gaetan, il cecchino del team di estrazione).

Cose belle: perfette le scene d’azione con i combatti corpo a corpo in stile John Wick ovvero “spara mentre picchia”. Bellissimi i 12 minuti di inseguimento girati come fosse in piano sequenza (un po’ come fece Hitchcock con Nodo alla gola). Perfetto Chris Hemsworth che fa vedere di non essere solo un sex-symbol ma anche un attore. Tanti personaggi di cui desiderare uno spin-off (il nemico-amico Saju, il ragazzetto “Scarface”, Gaspar, la tizia a capo del team).

Cose brutte: nessuna

P.S. Mi resta enigmatico quel “non sembri un Tyler, sei più un Brad”. Similitudine tra Hemsworth e Brad Pitt? In effetti per me questo Extraction sta a Hemsworth come Fury sta a Pitt. E poi Pitt in Fight Club si chiama Tyler…