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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 3 – “Che gli rispondiamo Johnny?”

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1988. Regia di Peter MacDonald, sceneggiatura di Sylvester Stallone e Sheldon Lettich. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 60 milioni, incasso 190 milioni.

Trama: Il colonello Trautman viene fatto prigioniero durante una missione in Afghanistan, Rambo corre a salvarlo.

Se il primo film partiva da una forte critica interna agli Stati Uniti, Rambo 3 diventa invece un film di propaganda: gli americani sono buoni e difendono i più deboli mentre i russi continuano a essere i cattivi che vogliono conquistare terre che non sono loro in questo caso l’Afghanistan (vedi anche un altrettanto propagandistica dedica finale “al coraggioso popolo afghano”).

Già dal secondo film si vedeva la trasformazione del personaggio di Rambo che da vittima delle politiche estere americane e della guerra fredda, ne diventa invece un simbolo, anzi il Simbolo per eccellenza, tanto che Reagan lo cita tranquillamente in diverse occasioni pubbliche.

Detto questo, mettendo da parte le noiose riflessioni politico-culturali e concentrandonci invece sulle scene d’azione e l’epicità delle battute, vi posso dire tranquillamente che questo è il migliore di tutti i sequel di Rambo. [in realtà in futuro potrei rimangiarmi quest’ultima affermazione perchè il quinto capitolo non è per niente male, ma prima di cambiare idea definitivamente devo rivederlo, per ora restiamo che Rambo 3 è è il miglior sequel].

Cose belle: Rambo che mena la gente per soldi e subito dopo va ad aiutare i monaci a costruire un tempio in cima a “mille gradini”, Rambo che tra una sparatoria e l’altra gioca a ruba-pecora, Rambo che si cicatrizza la ferita con la polvere da sparo, Rambo che risponde “fanculo” all’armata russa.

Cose brutte: nessuna


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 2 – “Murdock, sono io che vengo a prenderti”

Anger Games

1985. Regia di George Pan Cosmatos e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Charles Napier. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e James Cameron. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 25 milioni, incasso 300 milioni.

Trama: Rambo torna in Vietnam per liberare i prigionieri di guerra americani.

In una visione d’insieme di tutta la pentalogia, il primo film tenderei a considerarelo quasi come un prequel, un po’ come il primo Mad Max, un film per conoscere il personaggio e i suoi perchè. Rambo, ex soldato pluridecorato, è costretto ad una piccola guerra personale in cui ci dimostra che nonostante il Vietnam non è uno squilibrato mentale.

Il secondo capitolo cambia completamente stile, non è più un adattamento cinematografico di un romanzo (anche perchè Rambo muore nel libro di Morrell), ma è frutto di una sceneggiatura elaborata da Stallone e nientepopodimeno che James Cameron. Cambia il genere che da film drammatico d’azione diventa un film d’azione puro e Rambo incarna il classico eroe d’azione anni ’80 (vedi anche Commando e Rombo di tuono).

Ora che sappiamo chiaramente che Rambo è buono gli possiamo far uccidere chiunque provi a mettersi sulla sua strada, così mentre nel primo film non ammazza nessuno, nel secondo c’è una strage infinita di decine e decine di vietcong uccisi nei modi più disparati.

Enorme successo di pubblico, campione d’incassi del 1985, secondo solo a Ritorno al Futuro e meglio anche di Rocky 4. Citato da Ronald Reagan nei suoi discorsi elettorali.

Cose belle: Il coltello di Rambo. Gli innumerevoli morti ammazzati con armi, coltelli, frecce normali e frecce esplosive. Rambo che conosce una ragazza, si innamora ma subito dopo il primo bacio, lei muore. Scena finale contro Murdock.

Cose brutte: nessuna.


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo: First Blood – “Guarda guarda, il signorino è un soldato”

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1982. Regia di Ted Kotcheff e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy. Budget 15 milioni, incasso 125 milioni.

Trama: John Rambo “voleva solo mangiare un boccone” ma lo sceriffo non vuole un reduce del vietnam con i capelli lunghi nella sua cittadina.

Tratto dal romanzo Primo sangue scritto da David Morrell e pubblicato nel 1972. L’idea di farne un film gira per parecchio tempo ad Hollywood finchè Stallone, dopo i grandi successi dei primi Rocky, riesce a ottenere non solo il ruolo da protagonista ma anche quello di (co)sceneggiatore.

In realtà il libro di Morrell è molto più violento, Stallone lo rende più adatto ai nuovi anni ’80, da un lato riesce a mantenere il tono drammatico e la questione dei reduci del vietnam, dall’altro però riesce anche ad uscire fuori da quel genere di film anni ’70 carichi di violenza, sangue e morti ammazzati. Se ci fate caso Rambo nel film non ammazza nessuno dei suoi inseguitori (ad eccezzione dei due poveri cani e dell’incidente del poliziotto che vola dall’elicottero), e si capisce sin dalle prime scene che non è pazzo ma soltanto triste.

Stallone con Rambo, costruisce un ponte di passaggio dalle storie cupe e violente degli anni’70 dove la distinzione tra bene e male non era per niente netta, verso il nuovo cinema d’azione anni ’80, in cui il protagonista può essere amato dal pubblico, un reduce del Vietnam non come in Taxi Driver o Il Cacciatore, ma quel futuro eroe d’azione che si manifesterà pienamente qualche anno più tardi in film come Rambo 2, Rombo di Tuono, e Commando.

Emblematica la famosa frase del colonello Trautman: “Non avete capito, non sono venuto qui per salvare Rambo da voi, ma per salvare voi da Rambo.

Cose belle: tutto l’inseguimento nel bosco, la scena finale con Rambo che spara con l’M60 sena limiti. Il coltello di Rambo (“Che ci fai con questo?” “Vado a caccia”). Il colonnello Trautman. Il giovane David Caruso (futuro protagonista di CSI Miami). Le musiche di Gerry Goldsmith.

Cose brutte: nessuna