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Anni '80

Dirty Harry 4 – Coraggio… fatti ammazzare!

1983. Diretto e interpretato da Clint Eastwood. Musiche di Lalo Shifrin. Budget 22 milioni, incasso 67 milioni

Trama: le vicende del nostro Dirty Harry si intrecciano con un classico rape & revenge (una donna uccide uno dopo l’altro i suoi carnefici).

Film passato alla storia per la leggendaria battuta “Go ahead make my day” resa in italiano con “Coraggio fatti ammazzare”, classificata all’ottavo posto delle cento migliori citazioni cinematografiche della storia (AFI’s 100 Years… 100 Movie Quotes).

Cose belle: Dirty Harry che sventa rapine, risponde a molotov con molotov e fa morire d’infarto i cattivi che si salvano dalla galera. Scena finale epica con Harry che avanza nell’ombra

Cose brutte: nessuna

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Anni '80 Commenti brevi

Terminator – I’ll be back

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1984. Regia di James Cameron. Protagonista Arnold Shwarzenegger, Linda Hamilton, Michela Bien. Budget 6 milioni, incasso 78 milioni.

Trama: un cyborg viene inviato indietro nel tempo per uccidere la donna che darà alla luce il futuro leader della resistenza umana contro le macchine.

James Cameron racconta di aver sognato la sceneggiatura di Terminator che prevedeva in realtà quello che sarà poi Terminator 2 ma nel 1984 era praticamente impossibile portare in scena un cyborg di legapolimetallicomimetica e così Cameron riadatta.

Appena uscito dal successo di Conan, Arnold inizialmente viene in realtà contattato per il ruolo di Ryse ma durante il primo incontro con James Cameron entrambi capiscono immediatamente che era piuccheperfetto per interpretare un cyborg inespressivo.

Schwarzenegger ha solo 18 battute nel film, e meno di 100 parole. Un ruolo perfetto per poter esprimere tutta la sua inespressivitá.

Cose belle: La battuta “I’ll be back” (resa nella versione italiana con “aspetto fuori”), al 34° posto nella classifica delle 100 migliori citazioni cinematografiche, diventerà per Schwarzenegger la sua battuta inevitabile in ogni film futuro. Gli interventi chirurgici del terminator su stesso e tutti gli altri effetti speciali. Le musiche anni ‘80 e quel ritmo martellante di sottofondo. Il dr. Silberman. Il tenente Traxler. L’ iguana. Franco Columbu (culturista amico di Schwarzenneger) nella parte del Terminator nel 2029.

Cose brutte: nessuna.

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Anni '80 Commenti brevi

Die Hard – quando l’uomo qualunque diventa eroe d’azione

1988. Regia di John McTiernan e con Bruce Willis, Alan Rickman, sceneggiatura di Steven de Souza. Budget 28 milioni, incasso 142 milioni.

Trama: John McClane va a trovare la moglie al Nakatomi Tower dove contemporaneamente fa irruzione un gruppo di terroristi.

Vi ricordate cosa dice zio Ben a Peter in Spider Man del 2002?

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”

Il cinema d’azione è nato così, impostando lo schema “Schwarzenegger” seconda cui l’eroe d’azione deve essere interpretato da un attore con dei “superpoteri” che lo obbligano a impegnarsi contro i cattivi, lo responsabilizzavano.

John McClane ribalta questo schema, perché lui non ha superpoteri, non ha muscoli, non è esperto di arti marziali, non è esperto di armi, non ha particolari abilità tattiche, è semplicemente un qualcuno che si trova per caso in situazioni di pericolo e decide di mettersi in mezzo.

Bruce willis fa quello che fa Schwarzenegger ma se Schwarzenegger lo fa perché è forte e muscoloso, Willis lo fa solo perché è responsabile, perché lui decide che non può non intervenire.

Cose belle: Bruce Willis che si lancia dal tetto del grattacielo mentre esplode tutto. Alan Rickman al suo esordio sul grande schermo. Il sergente Al Powell. Argyll. I due agenti dell’FBI. La canottiera di Bruce Willis.

Cose brutte: nessuna

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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 3 – “Che gli rispondiamo Johnny?”

Rambo III - screenshot.jpg

1988. Regia di Peter MacDonald, sceneggiatura di Sylvester Stallone e Sheldon Lettich. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 60 milioni, incasso 190 milioni.

Trama: Il colonello Trautman viene fatto prigioniero durante una missione in Afghanistan, Rambo corre a salvarlo.

Se il primo film partiva da una forte critica interna agli Stati Uniti, Rambo 3 diventa invece un film di propaganda: gli americani sono buoni e difendono i più deboli mentre i russi continuano a essere i cattivi che vogliono conquistare terre che non sono loro in questo caso l’Afghanistan (vedi anche un altrettanto propagandistica dedica finale “al coraggioso popolo afghano”).

Già dal secondo film si vedeva la trasformazione del personaggio di Rambo che da vittima delle politiche estere americane e della guerra fredda, ne diventa invece un simbolo, anzi il Simbolo per eccellenza, tanto che Reagan lo cita tranquillamente in diverse occasioni pubbliche.

Detto questo, mettendo da parte le noiose riflessioni politico-culturali e concentrandonci invece sulle scene d’azione e l’epicità delle battute, vi posso dire tranquillamente che questo è il migliore di tutti i sequel di Rambo. [in realtà in futuro potrei rimangiarmi quest’ultima affermazione perchè il quinto capitolo non è per niente male, ma prima di cambiare idea definitivamente devo rivederlo, per ora restiamo che Rambo 3 è è il miglior sequel].

Cose belle: Rambo che mena la gente per soldi e subito dopo va ad aiutare i monaci a costruire un tempio in cima a “mille gradini”, Rambo che tra una sparatoria e l’altra gioca a ruba-pecora, Rambo che si cicatrizza la ferita con la polvere da sparo, Rambo che risponde “fanculo” all’armata russa.

Cose brutte: nessuna


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 2 – “Murdock, sono io che vengo a prenderti”

Anger Games

1985. Regia di George Pan Cosmatos e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Charles Napier. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e James Cameron. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 25 milioni, incasso 300 milioni.

Trama: Rambo torna in Vietnam per liberare i prigionieri di guerra americani.

In una visione d’insieme di tutta la pentalogia, il primo film tenderei a considerarelo quasi come un prequel, un po’ come il primo Mad Max, un film per conoscere il personaggio e i suoi perchè. Rambo, ex soldato pluridecorato, è costretto ad una piccola guerra personale in cui ci dimostra che nonostante il Vietnam non è uno squilibrato mentale.

Il secondo capitolo cambia completamente stile, non è più un adattamento cinematografico di un romanzo (anche perchè Rambo muore nel libro di Morrell), ma è frutto di una sceneggiatura elaborata da Stallone e nientepopodimeno che James Cameron. Cambia il genere che da film drammatico d’azione diventa un film d’azione puro e Rambo incarna il classico eroe d’azione anni ’80 (vedi anche Commando e Rombo di tuono).

Ora che sappiamo chiaramente che Rambo è buono gli possiamo far uccidere chiunque provi a mettersi sulla sua strada, così mentre nel primo film non ammazza nessuno, nel secondo c’è una strage infinita di decine e decine di vietcong uccisi nei modi più disparati.

Enorme successo di pubblico, campione d’incassi del 1985, secondo solo a Ritorno al Futuro e meglio anche di Rocky 4. Citato da Ronald Reagan nei suoi discorsi elettorali.

Cose belle: Il coltello di Rambo. Gli innumerevoli morti ammazzati con armi, coltelli, frecce normali e frecce esplosive. Rambo che conosce una ragazza, si innamora ma subito dopo il primo bacio, lei muore. Scena finale contro Murdock.

Cose brutte: nessuna.


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo: First Blood – “Guarda guarda, il signorino è un soldato”

1982. Regia di Ted Kotcheff e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy. Budget 15 milioni, incasso 125 milioni.

Trama: John Rambo “voleva solo mangiare un boccone” ma lo sceriffo non vuole un reduce del vietnam con i capelli lunghi nella sua cittadina.

Tratto dal romanzo Primo sangue scritto da David Morrell e pubblicato nel 1972. L’idea di farne un film gira per parecchio tempo ad Hollywood finchè Stallone, dopo i grandi successi dei primi Rocky, riesce a ottenere non solo il ruolo da protagonista ma anche quello di (co)sceneggiatore.

In realtà il libro di Morrell è molto più violento, Stallone lo rende più adatto ai nuovi anni ’80, da un lato riesce a mantenere il tono drammatico e la questione dei reduci del vietnam, dall’altro però riesce anche ad uscire fuori da quel genere di film anni ’70 carichi di violenza, sangue e morti ammazzati. Se ci fate caso Rambo nel film non ammazza nessuno dei suoi inseguitori (ad eccezzione dei due poveri cani e dell’incidente del poliziotto che vola dall’elicottero), e si capisce sin dalle prime scene che non è pazzo ma soltanto triste.

Stallone con Rambo, costruisce un ponte di passaggio dalle storie cupe e violente degli anni’70 dove la distinzione tra bene e male non era per niente netta, verso il nuovo cinema d’azione anni ’80, in cui il protagonista può essere amato dal pubblico, un reduce del Vietnam non come in Taxi Driver o Il Cacciatore, ma quel futuro eroe d’azione che si manifesterà pienamente qualche anno più tardi in film come Rambo 2, Rombo di Tuono, e Commando.

Emblematica la famosa frase del colonello Trautman: “Non avete capito, non sono venuto qui per salvare Rambo da voi, ma per salvare voi da Rambo.

Cose belle: tutto l’inseguimento nel bosco, la scena finale con Rambo che spara con l’M60 sena limiti. Il coltello di Rambo (“Che ci fai con questo?” “Vado a caccia”). Il colonnello Trautman. Il giovane David Caruso (futuro protagonista di CSI Miami). Le musiche di Gerry Goldsmith.

Cose brutte: nessuna

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Anni '80 Commenti brevi

Una magnum per McQuade – Le prove generali per Walker Texas Ranger

1983. Regia di Steve Carver e con Chuck Norris e David Carradine. Budget 5 milioni, incasso 15 milioni

Trama: Il Texas Ranger McQuade si scontra contro il narcotrafficante Rawley Wilkes.

Chuck Norris è da considerare senza dubbio un pilatro del cinema d’azione, eppure non è mai riuscito a fare incassi stratoferici al cinema. Dopo il famoso combattimento con Bruce Lee nel 1973, gli unici due grandi successi sono stati Rombo di Tuono (1984) e Delta Force (1986).

Una Magnum per McQuade però, al di là dell’incasso, è secondo me il suo miglior film, una versione texana de L’ispettore Callaghan che fiuta la strada del successo per Norris ovvero interpretare un super duro Texas Ranger (e così sarà dal 1993 al 2001 in Walker Texas Ranger). Il film ha ricevuto diversi apprezzamenti anche dalla critica, soprattutto per l’ottimo David Carradine.

Cose belle: il cattivo David Carradine. Scene iniziali con primo piano sugli occhi di Chuck Norris. Il “nuovo arrivato” che ammira Mcquade a petto nudo mentre spara senza limiti. Norris che schiva i proiettili manco fosse Neo. Norris sepolto con il suo fuori strada, si apre una lattina di birra e poi esce fuori dalla terra. Incontro di botte finale.

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Anni '80 Commenti brevi

Il vendicatore – Dolph Lundgren truccato malissimo

Il vendicatore - The Punisher

1989. Regia di Mark Goldblatt e con Dolph Lundgren. Prodotto da Robert Mark Kamen.

Trama: Frank Castle si allea con la mafia per combattere la Yakuza

Primo dattamento cinematografico di “The Punisher”, un ex soldato che dopo aver perso moglie e figli in un attentato della mafia, decide di fare giustizia da solo. Quello che contraddistingue il personaggio è il non avere nessuna pietà nei confronti dei cattivi. Non si risparmia quindi a torturare e ammazzare tutti quelli che se lo meritano mandando a quel paese il “noi non siamo come loro!”.

Prodotto (ma non sceneggiato) da Robert Mark Kamen, sceneggiatore di Arma Letale, Karate Kid e Transporter e vari altri, e tradotto in italiano come il vendicatore e non il punitore (non sono sinonimi!), è un film abbastanza brutto e forse la colpa è proprio di Lundgren, o meglio, di chi lo ha scelto per questo ruolo. Lo consiglio solo agli appassionati del genere.

Cose belle: Lundgren che distrugge il locale della Yakuza con la mitragliatrice mi ricorda un po’ la scena shooting jungle di Predator. Carini i titoli di testa

Cose brutte: Lundgren, truccato malissimo, è troppo freddo, sembra un Terminator/vampiro, e non riesce a trasmettere quella sofferenza che invece pervade il personaggio di Frank Castle.

Molto meglio il The Punisher del 2004 con Thomas Jane, ancora meglio The Punisher: War Zone del 2008 con Ray Stevenson e meglio di tutti la serie tv del 2017 con Jon Bernthal.

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Anni '80 USA

Dirty Harry 5- Scommessa con la morte

1987. Regia di Buddy Van Horn, con Clint Eastwood, Liam Neeson, Jim Carrey. Musiche di Lalo Shifrin. Budget 31 milioni, incasso 38 milioni.

Trama: Harry deve catturare un serial killer psicopatico che ammazza da un elenco di nomi

Ultimo capitolo del leggendario ispettore Harry Callaghan, oltre a Liam Neeson che in realtà non si fa notare più di tanto, questo film lo ricordo come film d’esordio di Jim Carrey (anche se non è il proprio il suo primo). Lo si riconosce subito nella scena del videoclip musicale con welcome to the jungle, per le sue movenze e espressioni facciali.

Cose belle: le solite sparatorie contro criminali vari che si vogliono vendicare di Harry. La sparatoria nell’ascensore. Harry lancia la telecamera dei giornalisti. Jim Carrey. La scena finale.

Cose brutte: nessuna

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Anni '80 Commenti brevi Jackie Chan

The Armour of God – quando Jackie Chan si spaccò la capoccia

1986. Diretto e interpretato da Jackie Chan e con Lola Forner.

Trama: Jackie Chan, in stile Indiana Jones, deve recuperare l’Armatura di Dio, rubata da una setta di monaci arroccata in un monastero sui monti.

Jackie fa tutto per davvero, non usa computer grafica, nè ricorre a stuntmen perchè lui è stuntmen di se stesso e di tutti gli altri (nel 1983 ha fondato una propria scuola per stuntmen).

In Project A, per omaggiare Harold Lloyd, si butta da una ventina di metri di altezza, atterra di testa ma niente di rotto, invece nel 1986, in Armoud of God, si lancia da 12 metri di altezza, cade di testa e si frattura il cranio, viene ricoverato, operato d’urgenza e gli saldano tutto con una protesi. Nonostante questo però il suo carattere non cambia e continuerà a lanciarsi nel vuoto e a fare acrobazie folli.

Cose belle: Auto e moto che volano leggere nel cielo. Jackie che si butta nel vuoto e atterra su una mongolfiera. Jackie che picchia tutti e in particolare lo scontro finale con le quattro donne nere (con i famosi “pugni sulle tette”).

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Anni '80 Commenti brevi

Furia Cieca – Quando Rutger Hauer tagliava a fette i cattivi

1987. Regia di Phillip Noyce e con Rutger Hauer, Terry O’Queen, Noble Willingham, Nick Cassavetes. Ispirato al personaggio giapponese Zatoichi.

Trama: Nick Parker, abile spadaccino cieco, aiuta il piccolo Billy a ritrovare suo padre.

Il regista Phillip Noyce dopo l’ottimo thriller ore 10: calma piatta decide di aggiungere un po’ d’azione e porta in Occidente il personaggio di Zatoichi, protagonista di una lunga serie di film giapponesi. In futuro Noyce dirigerà vari altri thriller d’azione come Il Santo, Giochi di Potere, Sotto il segno del pericolo, fino a Salt del 2009 che tenta di rilanciare Angelina Jolie come donna d’azione.

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Anni '80 Commenti brevi Jackie Chan

Police Story – acrobazie al di là della ragione umana

1985. Diretto e interpretato da Jackie Chan.

Trama: Un poliziotto di Hong Kong famoso per i suoi metodi spericolati deve proteggere la bella Selina da una banda di criminali che la vuole morta.

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Anni '80 Commenti brevi Jackie Chan

Il Mistero del conte Lobos – il potere del trio

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1984. Regia di Sammo Hung e con Jackie Chan, Sammo Hung, Yuen Biao e Lola Forner. Trama: Un investigatore e due cuochi di strada devono salvare una bella ereditiera da un banda di cattivi.

Dopo il grande successo di Project A– Operazione Pirati, Jackie Chan continua l’avventura con i suoi due amici Sammo Hung e Yuen Biao, e così nel 1984 arriva Il Mistero del conte Lobs, aka Cena a sorpresa o Wheels on Meals (quest’ultimo titolo volutamente sbagliato perchè il produttore non voleva un film che iniziasse con la lettera M).

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Anni '80 Arti Marziali Cina Commenti brevi Jackie Chan

Project A Operazione Pirati – quando Jackie Chan fa un volo di 20 metri per omaggiare Harold Lloyd

1983. Diretto e interpretato da Jackie Chan e con Yuen Biao e Sammo Hung. Trama: Il marinaio Chan, l’ispettore di polizia Biao e il ladro Hung devono collaborare per infiltrarsi nel covo di un pirata.

Così come i cinesi avevano provato nel ’76 a trasformare Jackie Chan in un nuovo Bruce Lee con New Fist of Fury, così ci provano anche gli americani nel 1980 con Chi tocca il giallo muore diretto da Robert Clouse, quello che appunto aveva diretto Bruce Lee nel 1973 in I Tre dell’operazione Drago (in cui compariva anche lo stesso Chan come stuntman).

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Anni '80 Commenti brevi Donne d'azione

Yes, Madam – il primo film d’azione con protagoniste femminili

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Sconosciuto e anche abbastanza difficile da trovare (l’ho recuperato in lingua orginale con sottotitoli in inglese), è in realtà una pietra miliare nella storia del cinema d’azione perchè è il primo film con protagonista femminile.