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Anni 2000 Commenti brevi Jackie Chan

Il regno proibito – Jackie Chan VS Jet Li

2008. Rob Minkoff, con Jackie Chan, Jet Li e Michael Angarano. Budget 55 milioni, incasso 128 milioni.

Trama: Un ragazzino americano viene catapultata nella Cina medievale dove impara il Kung Fu e con l’aiuto di Chan e Li sconfigge il Demone di Giada.

Dopo le accoppiate con Chris Tucker e Owen Wilson, Jackie vuole qualcosa di più di una semplice spalla comica, vuole qualcuno con cui menarsi. L’occasione si presenta nel 2008 quando Hollywood sceglie l’anonimo Michael Angarano come scusa per costruire una storia in cui Jackie Chan e Jet Li si possano picchiare, in più come ciliegina sulla torta viene chiamato il leggendario Yuen Woo Ping per curare le coregrafie di botte.

“Ho fatto molte scene di lotta con altri ma di solito c’erano più di 10 riprese che è una perdita di tempo in quanto la persona può dimenticare le sue mosse e farsi male inutilmente. Quando ho combattuto con Jet, niente di tutto questo, le nostre azioni sono state veloci, e non dovevamo rifare la stessa acrobazia 20 volte.”

Jackie Chan

Cose belle: jackie Chan che picchia i cattivi, Jet Li che picchia i cattivi ma soprattutto Jackie Chan VS jet Li.

Cose brutte: abbastanza banali i personaggi e la trama, Chan VS Li è l’unico motivo valido per vedere il film

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Anni 2000 Commenti brevi Jackie Chan

Pallottole Cinesi – il sole sorge a est e tramonta a ovest

2000. Regia di Tom Dey, con Jackie Chan, Owen Wilson, Lucy Liu. Budget 55 milioni, incasso 100 milioni.

Trama: La guardia imperiale Chon Wang si allea con il cowboy Ray O’Bennon per salvare salvare la principessa Pei Pei.

Dopo l’accoppiata con Chris Tucker, Jackie sperimenta un nuovo compagno, questa volta però in versione western cercando di fare un mix della cultura occidentale del far west con quella orientale delle arti marziali, in Pallottole Cinesi il cui titolo originale Shangai Noon fa il verso a High Noon (ovvero Mezzogiorno di fuoco, uno dei più famosi film western della storia).

Ne viene fuori il film più “adatto alle famiglie” di Jackie, completamente privo di sangue o qualsiasi altra cosa violenta e allo stesso tempo pieno di gag con personaggi molto semplici, i buoni si vogliono bene e i cattivi sono brutti e cattivi.

Cose belle: Jackie ci fa vedere la sua notevolissima destrezza nei movimenti (con le corde, i bastoni, i nunchaku).

Un sequel nel 2003, Due Cavalieri a Londra, molto più divertente rispetto al primo film e con più combattimenti (Jackie che combatte nella porta girevole dell’Hotel, che si difende spremendo limoni negli occhi, che imita Gene Kelly combattendo e danzando con un ombrello, che omaggia Charlie Chaplin).

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Anni 2010 Commenti brevi

6 Underground – Basta con i robotoni giganti che si menano

Michael Bay abbandona i Transformers e torna con le sparatorie-esplosioni delle persone in carne e ossa dei tempi di Bad Boys, scimmiottando Fast and Furious.

Film strapieno di computer graphica e stuntmen ma completamente privo di attori. Il risultato è un film senza senso ma comunque bellissimo.

Cose belle: i primi 20 minuti a Firenze e in particolare la donna in rosso sulla vespa e la burinità americana con cui viene profanata la cultura e l’arte fiorentina. Incidenti e auto che esplodono come se non ci fosse un domani. Le musiche tamarre. L’importanza della “famiglia” che fa parodia a Fast and Furious.

Cose brutte: trama e personaggi inesistenti (ma in fondo che ce frega?)

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Anni 2010 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo: Last Blood – Come il quarto però fatto meglio

‘Rambo: Last Blood’: Revenge, cold and crimson

2019. Regia di Adrian Grunberg. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e Matthew Cirulnick.

Trama: Rambo si scontra con dei narcotrafficanti messicani

John Rambo, ormai 73 anni, tornato a casa, nel suo ranch di famiglia, addestra cavalli e convive con una ragazzina e relativa nonna che gli vogliono tanto bene. Nel tempo libero salva gente a caso dalle calamità naturali, e costruisce decine e decine di tunnel sotterranei senza alcun motivo (ma in fondo se sei un Rambo in pensione come lo vuoi passare il tempo?).

Stallone finalmente dopo Vietnam, Afghanistan e Birmania, riporta l’azione sul suolo americano. Il nemico però resta lo straniero, in questo caso i messicani. Sarebbe stato bello se in questo Last Blood (di nome e di fatto) Rambo avesse combattuto di nuovo una guerra interna, contro i suoi stessi concittadini americani, come quella del First Blood, sarebbe stata una chiusa perfetta e invece no. Comunque alla fine quello che importa è vedere Rambo che nonostante l’età, ammazza tutti e lo fa alla grande, molto meglio del quarto capitolo.

Si fa ancora più forte quella rappresentanzione macabra e splatter dell’azione tanto che nella sequenza finale sembra di vedere un film della saga di Halloween o Venerdì 13. Una quantità indefinita di cattivi lo vanno a prendere a casa e lui li uccide uno per uno con varie trappole di ogni genere, raggiungendo l’epicità nell’ultimo ammazzamento in tre fasi: prima con arco e frecce, poi coltello, poi le mani (non ve lo racconto nei dettagli, guardatelo voi stessi).

Cose Belle: I vari modi in cui Rambo ammazza la gente (potrei elencare tutte le varie morti ma vi rovinerei lo spettacolo), il massacro finale con One to five dei Doors (non ci sono più le musiche di Goldsmith).

Cose brutte: nessuna

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Anni 2000 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 4 – Un’ultima strage di cattivi stranieri prima di tornare a casa

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2008. Diretto e interpretato da Sylvester Stallone. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e Art Monterastelli. Budget 50 milioni, incasso 113 milioni.

Trama: Rambo deve salvare un gruppo di volontari americani prigionieri del regime.

Nel primo decennio del 2000 il cinema d’azione Hoollywodiano è abbastanza in crisi perchè dopo il successo di Matrix tutto si sposta verso la computer graphica e quindi i film di supereroi. Contemporaneamente i vecchi big degli anni ’80 arrivano alla soglia dei 60 e non si sentono più il fisico. Stallone in questo contesto dice no e prepara la rinascita del vecchio cinema d’azione che ci presenterà poi nel 2010 con I Mercenari, ma intanto perchè non proporre un nuovo Rambo, 20 anni dopo il terzo capitolo e due anni dopo il discreto successo del sesto Rocky?

Il mondo però intanto è cambiato, non siamo più negli anni ’80, non c’è più Reagan e la guerra fredda, non c’è più bisogno di parlare del Vietnam nè di mostrare al mondo quanto sono buoni gli americani e quanto sono cattivi i russi, e quindi c’è bisogno di cambiare Rambo.

Stallone sceglie la Birmania, un posto di cui nessuno sa nulla (tant’è che il film inizia con una sorta di cinegiornale per spiegarci la situazione) e ci presenta un Rambo molto diverso, che se ne esce dal contesto nazionale americano e entra in contesto universale, cioè non è più vittima delle politiche americane come nel primo film o al contrario un simbolo del patriottismo americano come nel secondo e terzo capitolo, ma ora sembra essere semplicemente un uomo solo e perduto in un mondo selvaggio e pieno di violenza.

“… Anziché umori guerrieri e superomistici, come nei due capitoli precedenti, Stallone questa volta vuole esprimere una necessità di pace non solo personale ma universale, e passa una rappresentazione della violenza splatter come non mai, per espimere il disgusto di dare la morte.”

Paolo Mereghetti

Cose belle: Rambo che pesca con arco e frecce, che ammazza con arco e frecce, che stacca la gola di un tizio con le sue mani, che sbudella un altro tizio con un machete (non più il suo classico coltellone).

Cose brutte: tanta azione ma con poca originalità, Rambo invece di ammazzare i nemici ognuno in modo diverso, si mette in postazione con una supermitragliatrice e ammazza tutti con quella, cosa che effettivamente è più semplice ed efficace però anche meno spettacolare.


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 3 – “Che gli rispondiamo Johnny?”

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1988. Regia di Peter MacDonald, sceneggiatura di Sylvester Stallone e Sheldon Lettich. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 60 milioni, incasso 190 milioni.

Trama: Il colonello Trautman viene fatto prigioniero durante una missione in Afghanistan, Rambo corre a salvarlo.

Se il primo film partiva da una forte critica interna agli Stati Uniti, Rambo 3 diventa invece un film di propaganda: gli americani sono buoni e difendono i più deboli mentre i russi continuano a essere i cattivi che vogliono conquistare terre che non sono loro in questo caso l’Afghanistan (vedi anche un altrettanto propagandistica dedica finale “al coraggioso popolo afghano”).

Già dal secondo film si vedeva la trasformazione del personaggio di Rambo che da vittima delle politiche estere americane e della guerra fredda, ne diventa invece un simbolo, anzi il Simbolo per eccellenza, tanto che Reagan lo cita tranquillamente in diverse occasioni pubbliche.

Detto questo, mettendo da parte le noiose riflessioni politico-culturali e concentrandonci invece sulle scene d’azione e l’epicità delle battute, vi posso dire tranquillamente che questo è il migliore di tutti i sequel di Rambo. [in realtà in futuro potrei rimangiarmi quest’ultima affermazione perchè il quinto capitolo non è per niente male, ma prima di cambiare idea definitivamente devo rivederlo, per ora restiamo che Rambo 3 è è il miglior sequel].

Cose belle: Rambo che mena la gente per soldi e subito dopo va ad aiutare i monaci a costruire un tempio in cima a “mille gradini”, Rambo che tra una sparatoria e l’altra gioca a ruba-pecora, Rambo che si cicatrizza la ferita con la polvere da sparo, Rambo che risponde “fanculo” all’armata russa.

Cose brutte: nessuna


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 2 – “Murdock, sono io che vengo a prenderti”

Anger Games

1985. Regia di George Pan Cosmatos e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Charles Napier. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e James Cameron. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 25 milioni, incasso 300 milioni.

Trama: Rambo torna in Vietnam per liberare i prigionieri di guerra americani.

In una visione d’insieme di tutta la pentalogia, il primo film tenderei a considerarelo quasi come un prequel, un po’ come il primo Mad Max, un film per conoscere il personaggio e i suoi perchè. Rambo, ex soldato pluridecorato, è costretto ad una piccola guerra personale in cui ci dimostra che nonostante il Vietnam non è uno squilibrato mentale.

Il secondo capitolo cambia completamente stile, non è più un adattamento cinematografico di un romanzo (anche perchè Rambo muore nel libro di Morrell), ma è frutto di una sceneggiatura elaborata da Stallone e nientepopodimeno che James Cameron. Cambia il genere che da film drammatico d’azione diventa un film d’azione puro e Rambo incarna il classico eroe d’azione anni ’80 (vedi anche Commando e Rombo di tuono).

Ora che sappiamo chiaramente che Rambo è buono gli possiamo far uccidere chiunque provi a mettersi sulla sua strada, così mentre nel primo film non ammazza nessuno, nel secondo c’è una strage infinita di decine e decine di vietcong uccisi nei modi più disparati.

Enorme successo di pubblico, campione d’incassi del 1985, secondo solo a Ritorno al Futuro e meglio anche di Rocky 4. Citato da Ronald Reagan nei suoi discorsi elettorali.

Cose belle: Il coltello di Rambo. Gli innumerevoli morti ammazzati con armi, coltelli, frecce normali e frecce esplosive. Rambo che conosce una ragazza, si innamora ma subito dopo il primo bacio, lei muore. Scena finale contro Murdock.

Cose brutte: nessuna.


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo: First Blood – “Guarda guarda, il signorino è un soldato”

1982. Regia di Ted Kotcheff e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy. Budget 15 milioni, incasso 125 milioni.

Trama: John Rambo “voleva solo mangiare un boccone” ma lo sceriffo non vuole un reduce del vietnam con i capelli lunghi nella sua cittadina.

Tratto dal romanzo Primo sangue scritto da David Morrell e pubblicato nel 1972. L’idea di farne un film gira per parecchio tempo ad Hollywood finchè Stallone, dopo i grandi successi dei primi Rocky, riesce a ottenere non solo il ruolo da protagonista ma anche quello di (co)sceneggiatore.

In realtà il libro di Morrell è molto più violento, Stallone lo rende più adatto ai nuovi anni ’80, da un lato riesce a mantenere il tono drammatico e la questione dei reduci del vietnam, dall’altro però riesce anche ad uscire fuori da quel genere di film anni ’70 carichi di violenza, sangue e morti ammazzati. Se ci fate caso Rambo nel film non ammazza nessuno dei suoi inseguitori (ad eccezzione dei due poveri cani e dell’incidente del poliziotto che vola dall’elicottero), e si capisce sin dalle prime scene che non è pazzo ma soltanto triste.

Stallone con Rambo, costruisce un ponte di passaggio dalle storie cupe e violente degli anni’70 dove la distinzione tra bene e male non era per niente netta, verso il nuovo cinema d’azione anni ’80, in cui il protagonista può essere amato dal pubblico, un reduce del Vietnam non come in Taxi Driver o Il Cacciatore, ma quel futuro eroe d’azione che si manifesterà pienamente qualche anno più tardi in film come Rambo 2, Rombo di Tuono, e Commando.

Emblematica la famosa frase del colonello Trautman: “Non avete capito, non sono venuto qui per salvare Rambo da voi, ma per salvare voi da Rambo.

Cose belle: tutto l’inseguimento nel bosco, la scena finale con Rambo che spara con l’M60 sena limiti. Il coltello di Rambo (“Che ci fai con questo?” “Vado a caccia”). Il colonnello Trautman. Il giovane David Caruso (futuro protagonista di CSI Miami). Le musiche di Gerry Goldsmith.

Cose brutte: nessuna

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Anni '90 Commenti brevi Jackie Chan

Rush Hour – quando Jackie Chan diventa famoso in tutto il mondo

1998. Regia di Brett Ratner e con Jackie Chan e Chris Tucker. Budget 34 milioni, incasso 245 milioni.

Trama: i detective Lee e Carter contro un organizzazione crimale internazionale che contrabbanda antichi manufatti cinesi.

Dopo Terremoto nel Bronx Jackie Chan alza l’asticella, non solo farsi amare dagli americani ma anche mischiarsi con loro. Ecco quindi Rush Hour, in cui Jackie fa coppia con un poliziotto afroamericano tutto chiacchiere e sparatorie interpretato da Chris Tucker (in quel periodo identificato addirittura come il nuovo Eddie Murphy).

Cose belle: tanti situazioni comiche e combattimenti divertente (la rissa nel bar e la scena finale in cui jackie mena i cattivi mentre cerca di non rompere i vasi cinesi).

Cose brutte: poche acrobazie folli da parte di Jackie.

Due sequel, nel 2001 e nel 2007, e pare che ci sarà anche un quarto capitolo. I sequel sono effettivamente molto più carichi di acrobazie e combattimenti rispetto al primo, evidentemente la produzione, visto il successo, ha lasciato sempre più libertà a Jackie.

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Anni '80 Commenti brevi

Una magnum per McQuade – Le prove generali per Walker Texas Ranger

1983. Regia di Steve Carver e con Chuck Norris e David Carradine. Budget 5 milioni, incasso 15 milioni

Trama: Il Texas Ranger McQuade si scontra contro il narcotrafficante Rawley Wilkes.

Chuck Norris è da considerare senza dubbio un pilatro del cinema d’azione, eppure non è mai riuscito a fare incassi stratoferici al cinema. Dopo il famoso combattimento con Bruce Lee nel 1973, gli unici due grandi successi sono stati Rombo di Tuono (1984) e Delta Force (1986).

Una Magnum per McQuade però, al di là dell’incasso, è secondo me il suo miglior film, una versione texana de L’ispettore Callaghan che fiuta la strada del successo per Norris ovvero interpretare un super duro Texas Ranger (e così sarà dal 1993 al 2001 in Walker Texas Ranger). Il film ha ricevuto diversi apprezzamenti anche dalla critica, soprattutto per l’ottimo David Carradine.

Cose belle: il cattivo David Carradine. Scene iniziali con primo piano sugli occhi di Chuck Norris. Il “nuovo arrivato” che ammira Mcquade a petto nudo mentre spara senza limiti. Norris che schiva i proiettili manco fosse Neo. Norris sepolto con il suo fuori strada, si apre una lattina di birra e poi esce fuori dalla terra. Incontro di botte finale.

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Anni '90 Commenti brevi

Terremoto nel Bronx – il primo grande successo americano di Jackie Chan

Terremoto nel Bronx.jpg

1994. Regia di Stanley Tong, con Jackie Chan. Budget 7 milioni, incasso 76 milioni.

Trama: Chan si trova alle prese con una banda di gangster che vogliono recuperare una partita di diamanti.

Terremoto nel Bronx è il film che finalmente porta il vero Jackie Chan in America. Non quello di Chi tocca il giallo muore o The Protector ma il Chan originale, quello di Police Story, con tutte le sue acrobazie e la sua azione comica.

Regia di Stanley Tong che ha già diretto Jackie nel 1992 in Police Story 3 e lo dirigerà di nuovo in Police Story 4 e in diversi altri film.

Terremoto nel Bronx va ricordato oltre che come primo grande successo americano di Jackie anche per -l’inseguimento per le strade di New York con un hovercraft– e per il famoso -salto da un palazzo all’altro- realizzato ovviamente senza trucco e senza inganno da Jackie stesso e testato anche dal regista-stuntman Tong.

Cose belle: combattimenti fra flipper, carrelli e frigoriferi, un hovercraft per le strade di New York, il salto spettacolare da un palazzo all’altro realizzato ovviamente dal vivo da Jackie Chan. Metà del film, comprese le scene d’azione finali, Jackie l’ha girato con un caviglia ingessata che nascondeva indossando una calza con sopra disegnata la scarpa.

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Anni '70 Commenti brevi Donne d'azione

Cielo di piombo, ispettore Callaghan! – “Andiamo ispettrice!”

1976. Regia di James Fargo con Clint Eastwood e Tyne Daly.

Trama: Callaghan deve fermare una banda di pericolosi terroristi e viene affiancato da una nuova collega.

Terzo capitolo con un importante novità, una co-protagonista femminile. In realtà non so bene come commentare perché se da un lato Tyne Daly là si può considerare tra i primi prototipi di donna d’azione, quindi una cosa bella, dall’altro troppe volte guardando il film ho avuto la sensazione che si volesse dimostrare che alla fine le femmine non sono brave quanto i maschi per questo genere di cose. Forse nel ‘76 era ancora troppo presto?

Cose belle: la rapina nel negozio di liquori. La conversazione con il capo della polizia che lo manda alla sezione “personale”. L’inseguimento tra i tetti. La sparatoria finale ad Alcatraz.

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Anni '80 Commenti brevi

Il vendicatore – Dolph Lundgren truccato malissimo

Il vendicatore - The Punisher

1989. Regia di Mark Goldblatt e con Dolph Lundgren. Prodotto da Robert Mark Kamen.

Trama: Frank Castle si allea con la mafia per combattere la Yakuza

Primo dattamento cinematografico di “The Punisher”, un ex soldato che dopo aver perso moglie e figli in un attentato della mafia, decide di fare giustizia da solo. Quello che contraddistingue il personaggio è il non avere nessuna pietà nei confronti dei cattivi. Non si risparmia quindi a torturare e ammazzare tutti quelli che se lo meritano mandando a quel paese il “noi non siamo come loro!”.

Prodotto (ma non sceneggiato) da Robert Mark Kamen, sceneggiatore di Arma Letale, Karate Kid e Transporter e vari altri, e tradotto in italiano come il vendicatore e non il punitore (non sono sinonimi!), è un film abbastanza brutto e forse la colpa è proprio di Lundgren, o meglio, di chi lo ha scelto per questo ruolo. Lo consiglio solo agli appassionati del genere.

Cose belle: Lundgren che distrugge il locale della Yakuza con la mitragliatrice mi ricorda un po’ la scena shooting jungle di Predator. Carini i titoli di testa

Cose brutte: Lundgren, truccato malissimo, è troppo freddo, sembra un Terminator/vampiro, e non riesce a trasmettere quella sofferenza che invece pervade il personaggio di Frank Castle.

Molto meglio il The Punisher del 2004 con Thomas Jane, ancora meglio The Punisher: War Zone del 2008 con Ray Stevenson e meglio di tutti la serie tv del 2017 con Jon Bernthal.

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Anni 2010 Commenti brevi

The Equalizer – anche Denzel Washington è un uomo tranquillo che è meglio non fare incazzare

2014. regia di Antoine Fuqua, con Denzel Washington, Marton Csokas e Bill Pullman. Budget 60 milioni, incasso 192 milioni.

Trama: Un ex-CIA dal buon cuore vuole aiutare una povera ragazza a liberarsi dalla mafia russa.

Remake dell’omonima serie tv anni ‘80 (in Italia “Un giustiziere a New York”), con Edward Woodward. Il regista è Antoine Fuqua, uno che ha sempre mischiato thriller, dramma e azione (vedi Traning Day del 2003 sempre con Denzel Washington, o anche Southpaw o anche il primo capitolo della serie di Attacco al potere con Gerald Butler). Piccolo ruolo per David Harbour, lo sceriffo Jim Hopper di Stranger Things. Comparsata di Robert Wahlberg, fratello di Mark. Sprecatissimo Bill Pullman.

Cose belle: le botte al ristorante dei russi per 9800 dollari. La Great Eastern che salta in aria. La lunga sequenza finale di botte e sparatorie nel megastore.

Cose brutte: troppo lungo (più di 120 minuti). Nonostante le ottime sequenze di botte con Washington, Fuqua si dilunga troppo per farci capire quanto buono e giusto sia il protagonista. Le prima botte arrivano dopo ben 30 minuti.

Un sequel abbastanza inutile nel 2018 sempre diretto da Fuqua.

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Anni '90 Commenti brevi

Atto di Forza – l’operaio Arnold libera i popoli marziani dalla schiavitù

1990. Regia di Paul Verhoeven, con Arnold Schwarzenegger e Sharon Stone. Prodotto da Mario Kassar e Andrew Vajna. Musiche di Jerry Goldsmith. Tratto dal racconto di Philip Dick “Ricordiamo per voi”. Budget 60 milioni, incasso 260 milioni. Premio Oscar miglior effetti speciali 1991.

Trama: Nel 2084, la Total Rekall vende “ricordi” da innestare direttamente nella tua mente e che sembreranno veri in tutto e per tutto, Doug Quaid decide di provare il pacchetto “viaggio su Marte” ma qualcosa va storto e si ritrova a combattere per la salvezza del pianeta rosso.

Prodotto dalla Carolco di Mario Kassar e Andrew Vajna (quelli di Rambo, Terminator 2 e vari altri), siamo nel pieno del grande decennio di successo di Arnold Schwarzenegger, dal ’84 al ’94, dal primo Terminator a True Lies, e Atto di Forza è un capolavoro imperdibile, un classico del cinema di fantascienza e d’azione, spesso citato come il migliore della carriera di Arnold.

Il regista olondese Paul Verhoeven, ispirandosi al racconto di Philip Dick (non l’ho letto ma mi si dice ci siano parecchie differenze), ripropone una storia di fantascienza violenta e distopica inserendo come protagonista quello Schwarzenegger che qualche anno prima aveva esplicitamente rifiutato per il film RoboCop, suo altro grande successo.

Cose belle: Le musiche di Jerry Goldsmith (lo stesso di Rambo). Il controllo con raggi x nella metro. Il Johnny Cab. Il beeper che si estrae dal naso. Sharon Stone. La leggendaria donna con tre tette. La cabarettista Priscilla Allen passata alla storia come il cyber-donna-abito con dentro Schwarzenegger.