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Anni 2010 Donne d'azione

The Courier – Olga cattivissima

2019. Regno Unito. Regia di Zackary Adler, con Olga Kurylenko, Gary Oldman, Amit Shah.

Trama: Un super boss deve uccidere il testimone chiave di un processo che lo manderà in galera per sempre. Una buona samaritana si trova nel mezzo.

Una sorta di mix tra Die Hard e The Transporter. Ambientato (quasi tutto) in un parcheggio sotterraneo. trama essenziale anche se cerca di creare inutili colpi di scena.

Cose belle: Olga Kurilenko cattivissima che ammazza tutti in modo anche abbastanza splatter. Divertente il coprotagonista Amit Shah. Gary Oldman che fa poco ma quello che fa, lo fa alla grande, soprattutto quando urla.

Cose brutte: inutile la figlia del boss e debole anche il cattivo (non Gary Oldman, quell’altro nel garage).

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione USA

Hanna – Ti ho mancato il cuore

2011. Regia di Joe Wright, con Saoirse Ronan, Eric Bana, Cate Blanchett. Musiche dei Chemical Brothers. Budget 30 milioni, incasso 65 milioni.

Primo e unico film d’azione dell’inglese Joe Wright che propone una specie di Nikita in versione teen. Risultato ben riuscito anche se la trama viene quasi interrotta da un finale troppo veloce, al contrario la storia si apprezza meglio nella più recente serie tv di Amazon (a luglio esce la seconda stagione).

Cose belle: ottimi i personaggi, bravissima Saoirse Ronan e Cate Blanchett. Bravo anche Eric Bana che non vedevo da quell’Hulk del 2003. Bellissime le musiche dei Chemical Brothers. Brava anche la piccola Jessica Barden (Sophie) che sarà poi la protagonista di The end of the fucking world.

Cose brutte: finale troppo veloce e inconcludente.

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione

Furie – hai rapito la figlia sbagliata

2019. Regia di Lê Văn Kiệt, con Veronica Ngô. Distribuito su Netflix.

Trama: Una mamma deve recuperare la figlia rapita

La classica scusa per far menare, ovvero rapisco tua figlia. E’ un remake di Io vi troverò, che a sua volta è un remake di Commando, in versione femminile. Considerando che è un film vietnamita (a tutt’oggi questo è il primo e unico film vietnamita che conosco e che ho visto) il risultato è ottimo.

Cose belle: La protagonista Veronica Ngo che dà un sacco di botte. Tanti combattimenti corpo a corpo. lo scontro finale con la cattiva nel vagone e le botte contro gli uomini armati, anche se durano poco.

Cose brutte: nessuna

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione

Peppermint – Pierre Morel ci riprova

2018. Regia di Pierre Morel, con Jennifer Garner. Budget 25 milioni, incasso 55 milioni.

Trama: ammazzano la famiglia di Jennifer e lei si vendica.

Pierre Morel, grazie alla produzione di Luc Besson, ci ha regalato capolavori come Banlieue 13 e Io vi troverò, poi nel 2015 decide di fare da solo e con The gunman provato a rifare con Sean Penn quello che aveva fatto nel 2008 con Liam Neeson.

Nel 2018 ci riprova con un nuovo “giustiziere della notte” (l’ennesimo), sempre 50enne ma stavolta una donna, la Jennifer Garner di Alias e Elettra che qui diventa l’angelo della vendetta tra i poveri e per i poveri.

Cose belle: Jennifer Garner.

Cose brutte: manca di originalità e le botte sono abbastanza scarse, per vedere il primo massacro dei cattivi dobbiamo aspettare più di 45 minuti.

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Anni 2010 Donne d'azione USA

Terminator: Dark Fate – il giorno del giudizio è inevitabile

2019. Regia di Time Miller. Soggetto di James Cameron. Sceneggiatura di David S. Goyer, Justin Rhodes, Billy Ray. Prodotto da James Cameron. Protagonista Arnold Shwarzenegger, Linda Hamilton, Mackenzie Davis, Gabriel Luna, Natalia Reyes. Budget 190 milioni, incasso 260 milioni.

Trama: Alla fine le macchine sono riuscite a uccidere John Connor e ora c’è un nuovo futuro leader della resistenza da proteggere.

Ormai gli schemi li avevano provati tutti dopo Terminator 2: tentare ancora di uccidere John Connor da grande, raccontare John Connor dopo il giorno del giudizio, trasformare John Connor in un Terminator. I risultati sempre peggiori.

Questa volta si tenta un nuovo percorso, mantenere lo stesso schema narrativo di Terminator 2 ma con personaggi nuovi. John Connor è stato ucciso dall’ennesimo Terminator inviato indietro nel tempo così il futuro cambia ma non come aveva programmato Skynet perché morto un papa se ne fa un altro e inevitabilmente c’è un nuovo futuro leader della resistenza umana. Di conseguenza c’è un nuovo Terminator cattivo mandato dal futuro per ucciderlo e un nuovo guerriero mandato dalla resistenza per proteggerlo.

Per mantenere comunque un legame nostalgico con il passato si richiama in scena la leggendaria Sarah Connor (la 60enne Linda Hamilton) e il leggendario T-800 (il 70enne Arnold Schwarzenegger).

Il risultato non è male, non c’è ovviamente quella magia dell’insuperabile secondo capitolo però sicuramente meglio del quinto e forse anche del terzo e quarto.

Molto discutibile la storiella che il T-800 sviluppa un coscienza, diventa Carl il tappezziere e si fa una famiglia. In realtà il vero problema è che l’hanno presentata male, come fosse un intermezzo comico, con Schwarzenegger che elenca le sue grandi doti come marito (“Sono molto simpatico”). L’idea in se però non è del tutto stupida, e magari messa in scena diversamente avrebbe fatto emergere meglio un tema fondamentale dell’esistenza umana, il significato della vita. Forse il Terminator è riuscito a capire meglio degli umani (vedi Sarah Connor) l’importanza di “resettarsi” e ricercare uno nuovo scopo per cui vivere?

Cose belle: il personaggio di Sarah Connor e la sua entrata in scena con una supermitragliatrice e un lancia razzi. Mackenzie Davis che da un sacco di botte anche nuda. Il cattivo che si sdoppia e diventa due cattivi che menano. Divertenti le botte sull’aereo che precipita e lo scontro finale nella fabbrica.

Cose brutte: Dani Ramos che dovrebbe essere la vera protagonista resta troppo nell’ombra. Debole anche Schwarzenegger che si rende più elemento comico che altro.

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Anni '70 Commenti brevi Donne d'azione

Cielo di piombo, ispettore Callaghan! – “Andiamo ispettrice!”

1976. Regia di James Fargo con Clint Eastwood e Tyne Daly.

Trama: Callaghan deve fermare una banda di pericolosi terroristi e viene affiancato da una nuova collega.

Terzo capitolo con un importante novità, una co-protagonista femminile. In realtà non so bene come commentare perché se da un lato Tyne Daly là si può considerare tra i primi prototipi di donna d’azione, quindi una cosa bella, dall’altro troppe volte guardando il film ho avuto la sensazione che si volesse dimostrare che alla fine le femmine non sono brave quanto i maschi per questo genere di cose. Forse nel ‘76 era ancora troppo presto?

Cose belle: la rapina nel negozio di liquori. La conversazione con il capo della polizia che lo manda alla sezione “personale”. L’inseguimento tra i tetti. La sparatoria finale ad Alcatraz.

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Anni '90 Commenti brevi Donne d'azione

Nikita – La prima donna d’azione d’occidente

1990. Regia e sceneggiatura di Luc Besson. Protagonista Anne Parillaud, Tchéky Karyo, Jean Reno e Jeanne Moreau. Trama: la tossicomane pluriassassina Nikita viene trasformata in killer professionista dal governo francese

Forte del successo di Le Grand bleu, film biografico/drammatico del 1988, Luc Besson cambia genere e scrive un thriller d’azione con una protagonista femminile, Nikita (nome ispirato dall’omonima canzone di Elton John).

E’ sicuramente il miglior film di Luc Besson, insieme a Leon, ed è importante anche perchè introduce nel mondo del cinema d’azione una protagonista femminile. Difficile trovarne altre prima di lei: Pam Grier? si ma non erano d’azione, erano film d’exploitation; Linda Hamilton in Terminator? Quella del ’92 sicuramente si ma quella dell’84 no; Sigourney Weaver in Alien? si però anche quello non è d’azione ma horror. Mi viengono in mente soltanto Michelle Yeoh e Cynthia Rothrock che già nel 1985 erano protagonista d’azione in Yes, Madam, ma se restiamo nel mondo occidentale Nikita è senza dubbio la prima.

Cose belle: La scena iniziale. Le musiche. La sparatoria al ristorante con il salto finale nel tubo di scarico rifuti. Divertente la scena del primo appuntamento (“Ti posso raccontare una cosa che mi è successa oggi?” “No.”).

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Anni '80 Commenti brevi Donne d'azione

Yes, Madam – il primo film d’azione con protagoniste femminili

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Sconosciuto e anche abbastanza difficile da trovare (l’ho recuperato in lingua orginale con sottotitoli in inglese), è in realtà una pietra miliare nella storia del cinema d’azione perchè è il primo film con protagonista femminile.

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Anni '90 Cina Commenti brevi Donne d'azione

Wing Chun – il Kung Fu inventato da una donna

1994. Regia e coreografie di Yuen Woo Ping, con Michelle Yeoh e Donnie Yen. Trama: Yim Wing Chun deve proteggere il suo villaggio da un gruppo di criminali.

E’ una sorta di sequel di un omonima serie televisiva con protagonisti Yeun Biao e Sammo Hung (amici e colleghi di Jackie Chan). Abbastanza sconosciuto in Occidente ma l’ho voluto comunque recuperare (in cinese con sottotitoli in inglese) perchè meritano cast e regia.

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione Francia

Revenge – “Voi donne dovete sempre scatenare un putiferio”

2017. Regia e scenggiatura di Coralie Fargeat, protagonista l’italiana Matilda Lutz

Una sexy-girl viene invitata dal suo amante nel bel mezzo del nulla per allietare un noioso week-end di soli maschi. Cos’altro aggiungere?

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Anni 2010 Commenti brevi Donne d'azione USA

Atomica Bionda – Charlize Theron ancora più Furiosa

2017, regia di David Leicht, con Charlize Theron, James McAvoy. Incasso totale 100 milioni di dollari con un budget di 30. Sequel in produzione.

Nel 1989, Lorraine Broughton è un super agente segreto dell’MI6 inviata a Berlino per recuperare una lista di nomi (quali nomi? non importa) e per farlo dovrà picchiare una sacco di gente.

Charlize Theron non ha mai fatto un film d’azione vero e proprio, forse l’unico sarebbe Aeon Flux (2005) ma lì era tutta computer grafica e comunque non ve lo consiglio. Passati i 40 anni e fomentata dal grande successo di Mad Max Fury Road e in particolare del suo personaggio Furiosa, Charlize decide di fare sul serio, quindi compra i diritti del graphic novel “The coldest city” (dal quale è tratto il film) e assume David Leicht come regista.

Leicht è stuntman professionista che a un certo punto nel 2014 ha co-diretto insieme a Chad Stahelski quell’altro capolavoro che è John Wick. Charlize lo chiama e gli fa capire che non può essere solo George Miller (un australiano) l’unico che fa film d’azione con stuntmen e senza Computer graphica. Così mentre Fast and Furious risponde ai mostri della Marvel pompando ancora più computer grafica nelle scene d’azione, Atomica Bionda e John Wick rispondono invece con una super perfomance fisica di attori 50enni come Keanu Reeves e 40enni come Charlize Theron.

Cose Belle: Charlize Theron che si fa il bagno in una vasca piena di ghiaccio. Charlize Theron che si cura le ferite nuda davanti lo specchio con in sottofondo Cat People di David Bowie. Charlize Theron che picchia un sacco di gente a mani nude o con quello che gli capita accanto. La scena iniziale con Blue Monday dei New Order. La scena finale con Under Pressure dei Queen. Le luci cupe ma piene di colori. La scena di 10 minuti di botte in piano sequenza.

Cose Brutte: nessuna.

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Anni '90 Commenti brevi Donne d'azione Francia

Leon – Un killer analfabeta e una bambina problematica

1994. Regia e sceneggiatura di Luc Besson, con protagonista Jean Reno, Natalie Portman, Gary Oldman. Incasso totale 46 milioni di dollari con budget di 13 milioni.

Il killer professionista Leon si dovrà prendere cura della piccola Matilda la cui famiglia è stata stermianta da una poliziotto corrotto

Bellissimo film e sembra in realtà una rielaborazione del precedente successo di Besson Nikita (1990), infatti Jean Reno torna a interpretare un killer professionista e Matilda sembra una piccola Nikita.

Cose belle: Il killer professionista Leon sembra un bambino spaventato, mentre la bambina Matilda ha il sangue freddo del vero killer. Le vite di questi personaggi diventano affascinanti proprio nel momento che in cui si incontrano e si intrecciano. Il cattivo interpretato da Gary Oldman, doppiato da Tonino Accolla. Scena finale epica.

Cose brutte: nessuna