Cielo di piombo, ispettore Callaghan! – “Andiamo ispettrice!”

1976. Regia di James Fargo con Clint Eastwood e Tyne Daly.

Trama: Callaghan deve fermare una banda di pericolosi terroristi e viene affiancato da una nuova collega.

Terzo capitolo con un importante novità, una co-protagonista femminile. In realtà non so bene come commentare perché se da un lato Tyne Daly là si può considerare tra i primi prototipi di donna d’azione, quindi una cosa bella, dall’altro troppe volte guardando il film ho avuto la sensazione che si volesse dimostrare che alla fine le femmine non sono brave quanto i maschi per questo genere di cose. Forse nel ‘76 era ancora troppo presto?

Cose belle: la rapina nel negozio di liquori. La conversazione con il capo della polizia che lo manda alla sezione “personale”. L’inseguimento tra i tetti. La sparatoria finale ad Alcatraz.

Il vendicatore – Dolph Lundgren truccato malissimo

Il vendicatore - The Punisher

1989. Regia di Mark Goldblatt e con Dolph Lundgren. Prodotto da Robert Mark Kamen.

Trama: Frank Castle si allea con la mafia per combattere la Yakuza

Primo dattamento cinematografico di “The Punisher”, un ex soldato che dopo aver perso moglie e figli in un attentato della mafia, decide di fare giustizia da solo. Quello che contraddistingue il personaggio è il non avere nessuna pietà nei confronti dei cattivi. Non si risparmia quindi a torturare e ammazzare tutti quelli che se lo meritano mandando a quel paese il “noi non siamo come loro!”.

Prodotto (ma non sceneggiato) da Robert Mark Kamen, sceneggiatore di Arma Letale, Karate Kid e Transporter e vari altri, e tradotto in italiano come il vendicatore e non il punitore (non sono sinonimi!), è un film abbastanza brutto e forse la colpa è proprio di Lundgren, o meglio, di chi lo ha scelto per questo ruolo. Lo consiglio solo agli appassionati del genere.

Cose belle: Lundgren che distrugge il locale della Yakuza con la mitragliatrice mi ricorda un po’ la scena shooting jungle di Predator. Carini i titoli di testa

Cose brutte: Lundgren, truccato malissimo, è troppo freddo, sembra un Terminator/vampiro, e non riesce a trasmettere quella sofferenza che invece pervade il personaggio di Frank Castle.

Molto meglio il The Punisher del 2004 con Thomas Jane, ancora meglio The Punisher: War Zone del 2008 con Ray Stevenson e meglio di tutti la serie tv del 2017 con Jon Bernthal.

The Equalizer – anche Denzel Washington è un uomo tranquillo che è meglio non fare incazzare

2014. regia di Antoine Fuqua, con Denzel Washington, Marton Csokas e Bill Pullman. Budget 60 milioni, incasso 192 milioni.

Trama: Un ex-CIA dal buon cuore vuole aiutare una povera ragazza a liberarsi dalla mafia russa.

Remake dell’omonima serie tv anni ‘80 (in Italia “Un giustiziere a New York”), con Edward Woodward. Il regista è Antoine Fuqua, uno che ha sempre mischiato thriller, dramma e azione (vedi Traning Day del 2003 sempre con Denzel Washington, o anche Southpaw o anche il primo capitolo della serie di Attacco al potere con Gerald Butler). Piccolo ruolo per David Harbour, lo sceriffo Jim Hopper di Stranger Things. Comparsata di Robert Wahlberg, fratello di Mark. Sprecatissimo Bill Pullman.

Cose belle: le botte al ristorante dei russi per 9800 dollari. La Great Eastern che salta in aria. La lunga sequenza finale di botte e sparatorie nel megastore.

Cose brutte: troppo lungo (più di 120 minuti). Nonostante le ottime sequenze di botte con Washington, Fuqua si dilunga troppo per farci capire quanto buono e giusto sia il protagonista. Le prima botte arrivano dopo ben 30 minuti.

Un sequel abbastanza inutile nel 2018 sempre diretto da Fuqua.