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Anni 2000 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 4 – Un’ultima strage di cattivi stranieri prima di tornare a casa

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2008. Diretto e interpretato da Sylvester Stallone. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e Art Monterastelli. Budget 50 milioni, incasso 113 milioni.

Trama: Rambo deve salvare un gruppo di volontari americani prigionieri del regime.

Nel primo decennio del 2000 il cinema d’azione Hoollywodiano è abbastanza in crisi perchè dopo il successo di Matrix tutto si sposta verso la computer graphica e quindi i film di supereroi. Contemporaneamente i vecchi big degli anni ’80 arrivano alla soglia dei 60 e non si sentono più il fisico. Stallone in questo contesto dice no e prepara la rinascita del vecchio cinema d’azione che ci presenterà poi nel 2010 con I Mercenari, ma intanto perchè non proporre un nuovo Rambo, 20 anni dopo il terzo capitolo e due anni dopo il discreto successo del sesto Rocky?

Il mondo però intanto è cambiato, non siamo più negli anni ’80, non c’è più Reagan e la guerra fredda, non c’è più bisogno di parlare del Vietnam nè di mostrare al mondo quanto sono buoni gli americani e quanto sono cattivi i russi, e quindi c’è bisogno di cambiare Rambo.

Stallone sceglie la Birmania, un posto di cui nessuno sa nulla (tant’è che il film inizia con una sorta di cinegiornale per spiegarci la situazione) e ci presenta un Rambo molto diverso, che se ne esce dal contesto nazionale americano e entra in contesto universale, cioè non è più vittima delle politiche americane come nel primo film o al contrario un simbolo del patriottismo americano come nel secondo e terzo capitolo, ma ora sembra essere semplicemente un uomo solo e perduto in un mondo selvaggio e pieno di violenza.

“… Anziché umori guerrieri e superomistici, come nei due capitoli precedenti, Stallone questa volta vuole esprimere una necessità di pace non solo personale ma universale, e passa una rappresentazione della violenza splatter come non mai, per espimere il disgusto di dare la morte.”

Paolo Mereghetti

Cose belle: Rambo che pesca con arco e frecce, che ammazza con arco e frecce, che stacca la gola di un tizio con le sue mani, che sbudella un altro tizio con un machete (non più il suo classico coltellone).

Cose brutte: tanta azione ma con poca originalità, Rambo invece di ammazzare i nemici ognuno in modo diverso, si mette in postazione con una supermitragliatrice e ammazza tutti con quella, cosa che effettivamente è più semplice ed efficace però anche meno spettacolare.


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 3 – “Che gli rispondiamo Johnny?”

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1988. Regia di Peter MacDonald, sceneggiatura di Sylvester Stallone e Sheldon Lettich. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 60 milioni, incasso 190 milioni.

Trama: Il colonello Trautman viene fatto prigioniero durante una missione in Afghanistan, Rambo corre a salvarlo.

Se il primo film partiva da una forte critica interna agli Stati Uniti, Rambo 3 diventa invece un film di propaganda: gli americani sono buoni e difendono i più deboli mentre i russi continuano a essere i cattivi che vogliono conquistare terre che non sono loro in questo caso l’Afghanistan (vedi anche un altrettanto propagandistica dedica finale “al coraggioso popolo afghano”).

Già dal secondo film si vedeva la trasformazione del personaggio di Rambo che da vittima delle politiche estere americane e della guerra fredda, ne diventa invece un simbolo, anzi il Simbolo per eccellenza, tanto che Reagan lo cita tranquillamente in diverse occasioni pubbliche.

Detto questo, mettendo da parte le noiose riflessioni politico-culturali e concentrandonci invece sulle scene d’azione e l’epicità delle battute, vi posso dire tranquillamente che questo è il migliore di tutti i sequel di Rambo. [in realtà in futuro potrei rimangiarmi quest’ultima affermazione perchè il quinto capitolo non è per niente male, ma prima di cambiare idea definitivamente devo rivederlo, per ora restiamo che Rambo 3 è è il miglior sequel].

Cose belle: Rambo che mena la gente per soldi e subito dopo va ad aiutare i monaci a costruire un tempio in cima a “mille gradini”, Rambo che tra una sparatoria e l’altra gioca a ruba-pecora, Rambo che si cicatrizza la ferita con la polvere da sparo, Rambo che risponde “fanculo” all’armata russa.

Cose brutte: nessuna


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 2 – “Murdock, sono io che vengo a prenderti”

Anger Games

1985. Regia di George Pan Cosmatos e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Charles Napier. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e James Cameron. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 25 milioni, incasso 300 milioni.

Trama: Rambo torna in Vietnam per liberare i prigionieri di guerra americani.

In una visione d’insieme di tutta la pentalogia, il primo film tenderei a considerarelo quasi come un prequel, un po’ come il primo Mad Max, un film per conoscere il personaggio e i suoi perchè. Rambo, ex soldato pluridecorato, è costretto ad una piccola guerra personale in cui ci dimostra che nonostante il Vietnam non è uno squilibrato mentale.

Il secondo capitolo cambia completamente stile, non è più un adattamento cinematografico di un romanzo (anche perchè Rambo muore nel libro di Morrell), ma è frutto di una sceneggiatura elaborata da Stallone e nientepopodimeno che James Cameron. Cambia il genere che da film drammatico d’azione diventa un film d’azione puro e Rambo incarna il classico eroe d’azione anni ’80 (vedi anche Commando e Rombo di tuono).

Ora che sappiamo chiaramente che Rambo è buono gli possiamo far uccidere chiunque provi a mettersi sulla sua strada, così mentre nel primo film non ammazza nessuno, nel secondo c’è una strage infinita di decine e decine di vietcong uccisi nei modi più disparati.

Enorme successo di pubblico, campione d’incassi del 1985, secondo solo a Ritorno al Futuro e meglio anche di Rocky 4. Citato da Ronald Reagan nei suoi discorsi elettorali.

Cose belle: Il coltello di Rambo. Gli innumerevoli morti ammazzati con armi, coltelli, frecce normali e frecce esplosive. Rambo che conosce una ragazza, si innamora ma subito dopo il primo bacio, lei muore. Scena finale contro Murdock.

Cose brutte: nessuna.