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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo: First Blood – “Guarda guarda, il signorino è un soldato”

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1982. Regia di Ted Kotcheff e con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy. Budget 15 milioni, incasso 125 milioni.

Trama: John Rambo “voleva solo mangiare un boccone” ma lo sceriffo non vuole un reduce del vietnam con i capelli lunghi nella sua cittadina.

Tratto dal romanzo Primo sangue scritto da David Morrell e pubblicato nel 1972. L’idea di farne un film gira per parecchio tempo ad Hollywood finchè Stallone, dopo i grandi successi dei primi Rocky, riesce a ottenere non solo il ruolo da protagonista ma anche quello di (co)sceneggiatore.

In realtà il libro di Morrell è molto più violento, Stallone lo rende più adatto ai nuovi anni ’80, da un lato riesce a mantenere il tono drammatico e la questione dei reduci del vietnam, dall’altro però riesce anche ad uscire fuori da quel genere di film anni ’70 carichi di violenza, sangue e morti ammazzati. Se ci fate caso Rambo nel film non ammazza nessuno dei suoi inseguitori (ad eccezzione dei due poveri cani e dell’incidente del poliziotto che vola dall’elicottero), e si capisce sin dalle prime scene che non è pazzo ma soltanto triste.

Stallone con Rambo, costruisce un ponte di passaggio dalle storie cupe e violente degli anni’70 dove la distinzione tra bene e male non era per niente netta, verso il nuovo cinema d’azione anni ’80, in cui il protagonista può essere amato dal pubblico, un reduce del Vietnam non come in Taxi Driver o Il Cacciatore, ma quel futuro eroe d’azione che si manifesterà pienamente qualche anno più tardi in film come Rambo 2, Rombo di Tuono, e Commando.

Emblematica la famosa frase del colonello Trautman: “Non avete capito, non sono venuto qui per salvare Rambo da voi, ma per salvare voi da Rambo.

Cose belle: tutto l’inseguimento nel bosco, la scena finale con Rambo che spara con l’M60 sena limiti. Il coltello di Rambo (“Che ci fai con questo?” “Vado a caccia”). Il colonnello Trautman. Il giovane David Caruso (futuro protagonista di CSI Miami). Le musiche di Gerry Goldsmith.

Cose brutte: nessuna

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Anni '90 Commenti brevi Jackie Chan

Rush Hour – quando Jackie Chan diventa famoso in tutto il mondo

1998. Regia di Brett Ratner e con Jackie Chan e Chris Tucker. Budget 34 milioni, incasso 245 milioni.

Trama: i detective Lee e Carter contro un organizzazione crimale internazionale che contrabbanda antichi manufatti cinesi.

Dopo Terremoto nel Bronx Jackie Chan alza l’asticella, non solo farsi amare dagli americani ma anche mischiarsi con loro. Ecco quindi Rush Hour, in cui Jackie fa coppia con un poliziotto afroamericano tutto chiacchiere e sparatorie interpretato da Chris Tucker (in quel periodo identificato addirittura come il nuovo Eddie Murphy).

Cose belle: tanti situazioni comiche e combattimenti divertente (la rissa nel bar e la scena finale in cui jackie mena i cattivi mentre cerca di non rompere i vasi cinesi).

Cose brutte: poche acrobazie folli da parte di Jackie.

Due sequel, nel 2001 e nel 2007, e pare che ci sarà anche un quarto capitolo. I sequel sono effettivamente molto più carichi di acrobazie e combattimenti rispetto al primo, evidentemente la produzione, visto il successo, ha lasciato sempre più libertà a Jackie.

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Anni '80 Commenti brevi

Una magnum per McQuade – Le prove generali per Walker Texas Ranger

1983. Regia di Steve Carver e con Chuck Norris e David Carradine. Budget 5 milioni, incasso 15 milioni

Trama: Il Texas Ranger McQuade si scontra contro il narcotrafficante Rawley Wilkes.

Chuck Norris è da considerare senza dubbio un pilatro del cinema d’azione, eppure non è mai riuscito a fare incassi stratoferici al cinema. Dopo il famoso combattimento con Bruce Lee nel 1973, gli unici due grandi successi sono stati Rombo di Tuono (1984) e Delta Force (1986).

Una Magnum per McQuade però, al di là dell’incasso, è secondo me il suo miglior film, una versione texana de L’ispettore Callaghan che fiuta la strada del successo per Norris ovvero interpretare un super duro Texas Ranger (e così sarà dal 1993 al 2001 in Walker Texas Ranger). Il film ha ricevuto diversi apprezzamenti anche dalla critica, soprattutto per l’ottimo David Carradine.

Cose belle: il cattivo David Carradine. Scene iniziali con primo piano sugli occhi di Chuck Norris. Il “nuovo arrivato” che ammira Mcquade a petto nudo mentre spara senza limiti. Norris che schiva i proiettili manco fosse Neo. Norris sepolto con il suo fuori strada, si apre una lattina di birra e poi esce fuori dalla terra. Incontro di botte finale.