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Anni '80

Predator – Shooting Jungle

1987. Di John Mctiernan, con Arnold Schwarzenegger, Carl Weathers, Bill Duke, Shane Black, Sonny Landham, Elpidia Carrilo. Musiche di Alan Silvestri. Effetti speciali di Stan Winston. Budget di 15 milioni di dollari, incasso 100 milioni.

Immaginate uno slasher tipo Halloween, al posto di Micheal Myers mettete un mostro alieno, poi sostituite i giovani pischelli da uccidere con un commando di supersoldati e sostituite la classica protagonista femminile con Arnold Schwarzenegger.

Nonostante la presentazione di basso livello, è un film in realtà molto intenso e innovativo. Tralasciando l’ampissimo discorso sulla paura del diverso, la cosa più interessante è la profonda trasformazione dei protagonisti. La prima parte è un mini-film d’azione anni ’80, dalla presentazione epica dei personaggi (vedi la discesa dall’elicottero e il muscoloso saluto con braccio di ferro tra Schwarzy e Weathers) fino alla supersparatoria per completare la missione di salvataggio. Nella seconda parte, dopo la simbolica uccisione dello scorpione, i potenti e pieni di sè uomini d’azione diventano delle deboli prede spaventate e vediamo tutta la loro paura espolodere nella famosa scena “shooting jungle”. Molto intenso il personaggio di Billy, quello che più di tutti mostra la sua paura tanto che alla fine decide di non scappare più. Interessante la scelta di aggiungere al commando spaventato la giovane donna prigioniera. Da notare nel cast Shane Black famoso sceneggiatore di film d’azione tra cui Arma Letale.

In questo film, i forti e muscolosi eroi d’azione anni ’80 vengono violentamente traumatizzati da un nemico invincibile che li terrorizza a morte, rappresentando così l’inizio della fine dell’edonismo reaganiano che ha dominato il cinema d’azione americano di quegli anni, e infatti, l’anno dopo, proprio lo stesso regista Mctiernan con Die Hard rivoluziona definitivamente la figura del protagonista d’azione.

Senza dubbio tra i 100 migliori film d’azione della storia.

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Anni '90 Commenti brevi

The Eraser – Arnold affronta faccia a faccia un aereo in volo

1996. USA. Regia di Chuck Russell, con Arnold Schwarzenegger, James Caan e Vanessa L. Williams, James Coburn. Budget 100 milioni, incasso 242 milioni.

Trama: John Kruger deve proteggere una testimone dai cattivi

Da non perdere soprattutto per la famosa scena di Arnold che si butta da un aereo in volo per poi affrontarlo “faccia a faccia”. Una scena ovviamente girata quasi esclusivamente al computer, ma che ha richiesto comunque alcuni stunts “nel vuoto”, in caduta libera, fatti proprio da Schwarzenegger.

Cose belle: I superfucili EM. I simpatici mafiosi del sindacato. epica la scena di Arnold VS aereo in volo. La lotta contro il coccodrillo. James Caan. Il sorriso smagliante finale di James Coburn

Cose brutte: nessuna

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Anni '90

True Lies – “you’re fired”

1994. USA. Regia di James Cameron, con Arnold Schwarzenegger, Jamie Lee Curtis. Budget 100 milioni, incasso 379 milioni.

Trama: una gruppo terrorista vuole far esplodere bombe atomiche in America

Dopo il flop di Last action Hero, Schwarzenegger torna al successo, grazie ancora una volta a James Cameron, con una divertentissima commedia romantica raccontata con sparatorie, botte, inseguimenti, bombe atomiche e jet militari.

Cose belle: Strepitosa Jamie Lee Curtis, bellissima la scena del suo interrogatorio e indimenticabile il suo balletto sexy. Epico il primo piano di Arnold a cena. La scena finale con battuta di Arnold “You’re fired” (resa purtroppo in italiano con “saluta tutti”). divertente anche il personaggio di Simon (Bill Paxton) soprattutto per la voce italiana di Tonino Accolla. Comparsata di Charlton Heston.

Cose brutte: nessuna

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Anni '90

Last action hero – “Piacere Arnold Beckenbauer”

1993. USA. Regia di John McTiernan, con Arnold Schwarzenegger, Austin O’Brien, Charles Dance, Anthony Quinn, Tom Noonan, Robert Prosky, Frank McRae. budget 85 milioni di dollari, incasso 50 milioni.

Uno straordinario esperimento di metacinema, in cui Arnold interpreta se stesso e soprattutto la sua immagine, la sua maschera cinematografica.

Nonostante il capolavoro però il risultato è un grande flop al botteghino. Dopo anni e anni di superincassi (culminato con il record mondiale di Terminator 2) Arnold si trova per la prima volta nella sua carriera di fronte a un flop, il film con un budget di 85 milioni ne guadagna solo 50, tanto che Arnold, incredulo, se la prende addirittura con il neo-presidente Clinton che personificava la fine del reaganismo (ovvero quell’era in cui gli eroi del cinema d’azione venivano osannati nei discorsi alla nazione).

In realtà si trattava di un semplice incidente di percorso visto che non ha segnato nè la fine della carriera di Arnold (vedi True Lies nel ’94) nè tantomeno la fine del cinema d’azione.

Una plausibile spiegazione al flop commerciale può essere stata invece l’infelice scelta di far uscire il film in contemporanea con Jurassic Park, chi vuoi che preferisca i dinosauri a Arnold Schwarzenegger? Tutto il mondo.

Cose belle: Un film pieno di sparatorie e inseguimenti esagerati ma anche momenti più seri (nella vita reale possono vincere i cattivi). Bravissimo il cattivo Charles Dance. Scena introduttiva con comparsata di Tina Turner. Franco Columbu come produttore esecutivo di Jack Slater IV. Stallone protagonista di Terminator 2. La centrale di polizia con Robert Patrick, Kim Basinger e il gatto poliziotto (voce originale di Danny deVito) e primo fra tutti Frank McRae come capo della polizia (parodia di se stesso in 48 ore). Ian McKellen che fa la Morte. Epico il remake di Amleto “Essere o non essere, non essere.” Oserei dire il film d’azione più “comico” di Schwarzenegger, forse secondo solo a True Lies.

Cose brutte: pecca un po’ nel finale, perchè alla fine un film parodia del genere d’azione si conclude proprio come un classico film d’azione.

*Chi è Franco Columbu? culturista e grande amico di Schwarzenegger, comparso in ruoli minori in Conan il barbaro e Terminator. Di origini italiane, è morto lo scorso agosto proprio in Sardegna. Protagonista di uno dei miei film trash preferiti “un poliziotto sull’isola”.

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Anni '80

Danko – “Chi è l’ispettore Callaghan?”

1988. USA. Regia di Walter Hill, con Arnold Schwarzenegger, James Beluschi, Laurence Fishburne, Ed O’Ross, Richard Bright. Musiche di James Horner. Incasso 35 milioni.

Trama: il poliziotto russo Danko va in America per rimpatriare un criminale.

Mentre Stallone trasforma Il personaggio di Rambo in uno strumento di propaganda patriottica anti URSS, Schwarzenegger, grazie a Walter Hill, si fa protagonista del primo film americano autorizzato a girare nel bel mezzo della piazza rossa di Mosca, in cui interpreta un poliziotto russo, buono e coraggioso, che combatte senza paura i cattivi, mentre gli americani si presentano come caciaroni e poco professionali.

Cose belle: La gamba finta piena di cocaina. I russi che passano il tempo nudi nelle saune e poi fanno a botte nella neve. I primi piani di Arnold. Inseguimento finale con gli autobus.

Cose brutte: troppo debole Jim Beluschi che più che un co-protagonista si limita a semplice “spalla” (che addirittura si chiama fuori dalla scontro finale).

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Anni 2010

Sabotage – una lacrima sul viso di Schwarzenegger

2014. USA. Regia di David Ayer, con Arnold Schwarzenegger, Sam Worthington, Olivia Williams, Terence Howard, Josh Holloway

Trama: un gruppo di agenti dell’antidroga tenta di rubare 10 milioni di dollari ma qualcosa va storto.

Per la prima volta nella sua carriera Schwarzenegger cala giù la sua storica “maschera” da eroe d’azione comico e prova un ruolo drammatico. [Se vi piace la lacrimuccia sul suo volto allora guardatevi l’horror-dramma Maggie, uscito in Italia con l’odioso titolo Contagious – epidemia mortale].

Cose belle: bello vedere Arnold in un ruolo drammatico. Epica la scena finale soprattutto per i primi piani di Arnold mentre uccide.

Cose brutte: il taglio di capelli di Arnold. Ad eccezione forse di Lizzy e Breacher gli altri personaggi sono soltanto carne da macello. Inutilmente troppo violento.

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Anni 2000

Terminator 3 – she’ll be back

2003. Regia di Jonathan Mostow, con Arnold Schwarzenegger, Kristanna Loken, Nick Stahl. Budget 187 milioni, incasso 433 milioni. Passano più di dieci anni da Terminator 2, durante i quali la casa di produzione Carolco dichiara fallimento e un fitto intreccio di persone tentano di comprare i diritti per fare il sequel. James Cameron non ne vuole più sapere e anche Schwarzenegger inizialmente rifiuta proprio perchè non vuole farlo senza Cameron ma di fronte al compenso record di 30 milioni di dollari cede e così nel 2002 inizia la produzione del film con un budget record di 187 milioni di dollari. Il risultato è un terzo capitolo sicuramente bello da vedere ma molto meno intenso e profondo rispetto ai precedenti. Divertenti le scene d’azione come il lungo inseguimento con il supercamion. Interessante il nuovo cattivo femminile di Kristanna Loken. Il Terminator di Arnold diventa sempre più comico puntando molto su battute autocitazioniste come “Ho mentito” e “Sono tornato”. Molto debole il personaggio di John Connor e ancor più debole quello di Katrin Brwester, vano tentativo di sostituire Sarah Connor.

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Anni '90 Commenti brevi

Terminator 2 – Hasta la vista, Baby

1991. Regia di james Cameron, con Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Robert Patrick, Edward Furlong. Budget 100 milioni, incasso 520 milioni.

James Cameron riesce letteralmente a realizzare il suo sogno, nel 1984 aveva dovuto rinunciare al cattivo di metallo liquido perché ancora impossibile da mettere in scena, per cui aveva riadattato la sua idea in attesa di nuovi sviluppi della scienza e della tecnica. Nel 1991 con un budget record di 100 milioni di dollari (per la gran parte necessari per gli effetti speciali diretti da Stan Winston) realizza quello che senza dubbio è uno dei più importanti film d’azione della storia, con un successo di critica e pubblico, premiato con 4 premi Oscar e un incasso di oltre 500 milioni di dollari che al tempo era secondo solo a Star Wars del ’77 e E.T. del 1982.

Le scelte vincenti sono tante, oltre ai nuovissimi e spettacolari effetti speciali soprattutto per il cyborg di metallo liquido, Cameron riesce anche a raccontare una storia emozionante. Il piccolo John più che salvare il mondo cerca in realtà di ricostruire una famiglia che non ha mai avuto, identifica il T-800 come suo padre e gli ordina di aiutarlo a salvare la mamma richiusa in ospedale. Linda Hamilton è completamente trasformata rispetto al primo film, Sarah Connor è una delle primissime donne d’azione della storia occidentale (seconda solo a Nikita), la prima mamma che salva il mondo. Ribaltato anche lo schema del cattivo grande e grosso con un ottimo Robert Patrick che interpreta un piccolo ma letale Terminator mentre il nostro mastodontico Schwarzenegger diventa il buono e ora ha molto più spazio per farsi conoscere e soprattutto ha molte più battute del 1984, oltre alla famosissima “I’ll be back” diventa indimenticabile “Hasta la vista baby”. Ottime anche le musiche da Bad to the bone di George Thorogood a You could be mine dei Guns and Roses.

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Anni '80 Commenti brevi

Terminator – I’ll be back

1984. Regia di James Cameron. Protagonista Arnold Shwarzenegger, Linda Hamilton, Michela Bien. Budget 6 milioni, incasso 78 milioni.

Trama: un cyborg viene inviato indietro nel tempo per uccidere la donna che darà alla luce il futuro leader della resistenza umana contro le macchine.

James Cameron racconta di aver sognato la sceneggiatura di Terminator che prevedeva in realtà quello che sarà poi Terminator 2 ma nel 1984 era praticamente impossibile portare in scena un cyborg di legapolimetallicomimetica e così Cameron riadatta.

Appena uscito dal successo di Conan, Arnold inizialmente viene in realtà contattato per il ruolo di Ryse ma durante il primo incontro con James Cameron entrambi capiscono immediatamente che era piuccheperfetto per interpretare un cyborg inespressivo.

Schwarzenegger ha solo 18 battute nel film, e meno di 100 parole. Un ruolo perfetto per poter esprimere tutta la sua inespressivitá.

Cose belle: La battuta “I’ll be back” (resa nella versione italiana con “aspetto fuori”), al 34° posto nella classifica delle 100 migliori citazioni cinematografiche, diventerà per Schwarzenegger la sua battuta inevitabile in ogni film futuro. Gli interventi chirurgici del terminator su stesso e tutti gli altri effetti speciali. Le musiche anni ‘80 e quel ritmo martellante di sottofondo. Il dr. Silberman. Il tenente Traxler. L’ iguana. Franco Columbu (culturista amico di Schwarzenneger) nella parte del Terminator nel 2029.

Cose brutte: nessuna.

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Anni 2010

Terminator: Dark Fate – il giorno del giudizio è inevitabile

2019. Regia di Time Miller. Soggetto di James Cameron. Sceneggiatura di David S. Goyer, Justin Rhodes, Billy Ray. Prodotto da James Cameron. Protagonista Arnold Shwarzenegger, Linda Hamilton, Mackenzie Davis, Gabriel Luna, Natalia Reyes. Budget 190 milioni, incasso 260 milioni.

Ormai gli schemi li avevano provati tutti dopo Terminator 2: tentare ancora di uccidere John Connor da grande, raccontare John Connor dopo il giorno del giudizio, trasformare John Connor in un Terminator. I risultati sempre peggiori.

Questa volta si tenta un nuovo percorso, mantenere lo stesso schema narrativo di Terminator 2 ma con personaggi nuovi. John Connor è stato ucciso dall’ennesimo Terminator inviato indietro nel tempo così il futuro cambia ma non come aveva programmato Skynet perché morto un papa se ne fa un altro e inevitabilmente c’è un nuovo futuro leader della resistenza umana. Di conseguenza c’è un nuovo Terminator cattivo mandato dal futuro per ucciderlo e un nuovo guerriero mandato dalla resistenza per proteggerlo.

Per mantenere comunque un legame nostalgico con il passato si richiama in scena la leggendaria Sarah Connor (la 60enne Linda Hamilton) e il leggendario T-800 (il 70enne Arnold Schwarzenegger).

Il risultato non è male, non c’è ovviamente quella magia dell’insuperabile secondo capitolo però sicuramente meglio del quinto e forse anche del terzo e quarto.

Molto discutibile la storiella che il T-800 sviluppa un coscienza, diventa Carl il tappezziere e si fa una famiglia. In realtà il vero problema è che l’hanno presentata male, come fosse un intermezzo comico, con Schwarzenegger che elenca le sue grandi doti come marito (“Sono molto simpatico”). L’idea in se però non è del tutto stupida, e magari messa in scena diversamente avrebbe fatto emergere meglio un tema fondamentale dell’esistenza umana, il significato della vita. Forse il Terminator è riuscito a capire meglio degli umani (vedi Sarah Connor) l’importanza di “resettarsi” e ricercare uno nuovo scopo per cui vivere?

Resta comunque bellissimo il personaggio di Sarah Connor e la sua entrata in scena con una supermitragliatrice e un lancia razzi, ottima anche Mackenzie Davis che da un sacco di botte. Carina la novità del cattivo che ora si sdoppia e diventa due cattivi che menano. Divertenti le botte sull’aereo che precipita e lo scontro finale nella fabbrica.

Il personaggio di Dani Ramos che dovrebbe essere la vera protagonista resta troppo nell’ombra e si fa notare solo nel momento di fare i banali discorsi da leader dell’umanità.

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Anni '90 Commenti brevi

Atto di Forza – l’operaio Arnold libera i popoli marziani dalla schiavitù

1990. Regia di Paul Verhoeven, con Arnold Schwarzenegger e Sharon Stone. Prodotto da Mario Kassar e Andrew Vajna. Musiche di Jerry Goldsmith. Tratto dal racconto di Philip Dick “Ricordiamo per voi”. Budget 60 milioni, incasso 260 milioni. Premio Oscar miglior effetti speciali 1991.

Trama: Nel 2084, la Total Rekall vende “ricordi” da innestare direttamente nella tua mente e che sembreranno veri in tutto e per tutto, Doug Quaid decide di provare il pacchetto “viaggio su Marte” ma qualcosa va storto e si ritrova a combattere per la salvezza del pianeta rosso.

Prodotto dalla Carolco di Mario Kassar e Andrew Vajna (quelli di Rambo, Terminator 2 e vari altri), siamo nel pieno del grande decennio di successo di Arnold Schwarzenegger, dal ’84 al ’94, dal primo Terminator a True Lies, e Atto di Forza è un capolavoro imperdibile, un classico del cinema di fantascienza e d’azione, spesso citato come il migliore della carriera di Arnold.

Il regista olondese Paul Verhoeven, ispirandosi al racconto di Philip Dick (non l’ho letto ma mi si dice ci siano parecchie differenze), ripropone una storia di fantascienza violenta e distopica inserendo come protagonista quello Schwarzenegger che qualche anno prima aveva esplicitamente rifiutato per il film RoboCop, suo altro grande successo.

Cose belle: Le musiche di Jerry Goldsmith (lo stesso di Rambo). Il controllo con raggi x nella metro. Il Johnny Cab. Il beeper che si estrae dal naso. Sharon Stone. La leggendaria donna con tre tette. La cabarettista Priscilla Allen passata alla storia come il cyber-donna-abito con dentro Schwarzenegger.

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Anni '90 Commenti brevi

End of Days – scelgo la mia Glock 9 mm

1999, diretto da Peter Hyams e con Arnold Schwarzenegger, Robin Tunney, Gabriel Byrne, Rod Steiger, Kevin Pollak, Udo Kier. Budget 100 milioni, incasso 212.

Satana (Gabriel Byrne) vuole festeggiare l’arrivo del nuovo millennio generando l’anticristo, ma l’ex-poliziotto Jericho (Schwarzenegger) si mette in mezzo.

Avete presente L’Avvocato del diavolo? Quel film, del ’97 di Taylor Hackford e con protagonsita Keanu Reeves, Al Pacino e Charlize Theron, End of Days è la versione action di quel film. Perchè combattere il diavolo con la dialettica e la fede, quando puoi prenderlo direttamente a cazzotti? Arnold Schwarzenegger in questo film è Keanu Reeves con i muscoli, Gabriel Byrne è Al Pacino con i superpoteri e Robin Tunney è la femmina di turno, bella ma ovviamente meno bella di Charlize Theron.

Il bellissimo dialogo finale tra Al Pacino e Keanu Reeves de L’Avvocato del Diavolo viene riproposto in End of Days quando Satana si presenta a casa di Arnold per cercare di convicerlo a fare del male argomentando che Satana si preoccupa degli uomini mentre Dio se ne frega e ritirando fuori il tema del libero arbitrio, il diavolo ti tenta ma non ti costringe a fare del male. La conversazione si conclude con Arnold che gli dà un sacco di botte.

Cose belle: Schwarzenegger che prende a pugni Satana, lo accoltella, gli spara, lo fa esplodere. Bellissima la scena iniziale con Shwarzy appeso a un elicottero. Robin Tunney. Udo Kier che fa sempre simpatia. Rod Steiger (quello di Giù La Testa) che fa il prete buono. I preti-assassini che quando si tratta di combattere il diavolo non si fanno scurpoli.

Cose brutte: Per trasformare L’avvocato del diavolo in un film d’azione, la trama è la prima cosa che viene distrutta, per cui nulla ha senso, il 1999 è un 666 rovesciato e il diavolo ha la possibilità di concepire l’anticristo solo tra le 23 e la mezzanotte dell’ultimo dell’anno, orario di New York.

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Anni '80 Commenti brevi

Commando – Quando Arnold Schwarzenegger rese il cinema d’azione un genere autonomo e indipendente

1985. Regia di Mark L Lester, sceneggiatura di Steven de Souza (quello di 48h e Die Hard), protagonista Arnold Schwarzenegger, Vernon Wells, Alyssa Milano, Bill Duke, Den Hedaya. Colonna sonora di James Horner. Candidato ai Saturn Award nel 1986 per i migliori effetti speciali che perde però per colpa di Ritorno al futuro. Budget 10 milioni, incasso 58 milioni.

Trama: I cattivi rapiscono la figlia del colonnello John Matrix per costringerlo a commettere un omicidio politico, lui ha 11 ore per trovarli, ammazzarli e riprendersi sua figlia.

“… Commando è il primo atto ufficiale del cinema d’azione anni ’80, quello che canonizza il genere, stabilisce i ruoli e le caratteristiche chiave, mettendo un punto al cinema d’azione precedente per fondare una nuova era.”

Jackie Lang, su i400calci.com

Per la prima volta Schwarzenegger interpreta un persona normale, non è un semidio sceso in terra o un personaggio fantastico o un cyborg venuto dal futuro, ma è semplicemente un padre che si dedica a sua figlia dopo un lungo passato lontano da casa. Durante i titoli di testa mentre i cattivi ammazzano senza pietà, vediamo Arnold con Alyssa (nel film padre e figlia) che vivono felici e contenti nella natura incontaminata. Questo per far capire immediatamente quanto sono belli i buoni e quanto sono brutti i cattivi, con uno schema manicheo, bianco e nero, senza grigio, senza quei personaggi borderline anni ’70. Il protagonista d’azione ha un cuore buono e rappresenta il Bene. La vendetta e la giustizia personale coincidono con il bene comune.

Cose belle: Arnold che strappa via il sedile di un auto, che sdradica una cabina telofonica con dentro un uomo e la ribalta, che tiene sospeso un tizio sull’orlo di un burrone e infine che si carica un intera armeria addosso e va ad affrontare da solo tutto l’esercito nemico. Arnold che fa battute (indimenticabile: “La prego non disturbi il mio amico, è stanco morto”). La piccola esordiente, Alyssa Milano, futura protagonista della serie tv Streghe. La spalla di Arnold (Rae Dawn Chong) che sbraita in continuazione, protesta e si lamenta sottolineando quanto sia assurda l’esperienza che sta vivendo finchè a un certo punto anche lei prende il lanciarazzi e spara. Il piccolo e spiritoso David Patrick Kelly gia visto in I guerrieri della notte e in 48 ore. Il freddo e imponente Bill Duke che rivedremo insieme ad Arnold in Predator. Il generale Arius, interpretato dal sosia di Carlo Conti, Dan Hedaya. E infine Bennett, interpretato da Vernon Wells (già visto tra i cattivi di Mad Max 2) che nel scena finale, quando John lo invita a posare le armi per un combattimento corpo a corpo, raggiunge uno stato di pura estasi. Nuovo record mondiale (dell’epoca) di kill count, 87 morti ammazzati.

Cose brutte: Nessuna.

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Anni 2010 Commenti brevi

Terminator: Genisys – vecchio, non obsoleto

2015. Regia di Alan Taylor, con Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jay Courtney, J.K. Simmons. Budget 158 milioni, incasso 440 milioni. Non è né un remake né in reboot ma un simpatico, divertente e nostalgico revival dedicato ai fan della serie. Trama inutilmemte troppo complicata con troppi Terminator cattivi e troppi viaggi nel tempo. Emilia Clarke è simpaticissima ma la sua Sarah Connor non regge il confronto con l’originale, di mamma (che salva il mondo) ce n’è una sola. Il personaggio di Kyle Reese completamente inutile. Completamente fallimentare il tentativo di ricreare quella relazione padre-figlio di terminator 2, trasformando sarah connor in una figlia e il Terminator in un papà (tanto che quando il T-800 rischia la vita, sarah fa i capricci proprio con il dodicenne john Connor nel secondo film. Divertenti comunque le scene d’azione come l’arrivo dei Terminator, e la scena dello scuolabus che fa una giravolta in aria. Partecipazione del simpatico J.K.Simmons.

P.S. Da oggi ho deciso che non guardarò più nessun trailer o video promozionale, anche se non svelano il finale fanno comunque spoiler. Vi consiglio di fare altrettanto soprattutto per questo film.

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Anni 2010

The Last Stand – Il grande ritorno di Arnold

2013. Regia di Kim Ji-Woon, con Arnold Scwharzenegger, Forest Whitaker, Peter Stormare, Luis Guzmán. Budget 45 milioni, incasso 49 milioni.

Lo sceriffo di Sommerton, una piccola e tranquillissima cittadina al confine con il Messico dve bloccare il passaggio ad un pericolosissimo trafficante di droga evaso dal carcere e alla guida di una corvette speciale con più di 1000 cavalli.

Primo film di Arnold appena finita la carriera politica

Cose belle: Schwarzenegger spara con una mitragliatrice della seconda guerra mondiale dopo un testa coda con uno scuolabus, si butta da un tetto mentre spara in testa ad uno dei cattivi, e infine un inseguimento ad alta velocità tra i campi di grano e scazzottata finale. Non manca niente, tipico film alla Schwarzenegger. Simpaticissimo anche Luis Guzman nel ruolo di vice sceriffo e anche Forest Whitaker nel ruolo dell’agente dell’FBI che segue il caso.

Cose brutte: nessuna