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Anni 2010 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo: Last Blood – Come il quarto però fatto meglio

‘Rambo: Last Blood’: Revenge, cold and crimson

2019. Regia di Adrian Grunberg. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e Matthew Cirulnick.

Trama: Rambo si scontra con dei narcotrafficanti messicani

John Rambo, ormai 73 anni, tornato a casa, nel suo ranch di famiglia, addestra cavalli e convive con una ragazzina e relativa nonna che gli vogliono tanto bene. Nel tempo libero salva gente a caso dalle calamità naturali, e costruisce decine e decine di tunnel sotterranei senza alcun motivo (ma in fondo se sei un Rambo in pensione come lo vuoi passare il tempo?).

Stallone finalmente dopo Vietnam, Afghanistan e Birmania, riporta l’azione sul suolo americano. Il nemico però resta lo straniero, in questo caso i messicani. Sarebbe stato bello se in questo Last Blood (di nome e di fatto) Rambo avesse combattuto di nuovo una guerra interna, contro i suoi stessi concittadini americani, come quella del First Blood, sarebbe stata una chiusa perfetta e invece no. Comunque alla fine quello che importa è vedere Rambo che nonostante l’età, ammazza tutti e lo fa alla grande, molto meglio del quarto capitolo.

Si fa ancora più forte quella rappresentanzione macabra e splatter dell’azione tanto che nella sequenza finale sembra di vedere un film della saga di Halloween o Venerdì 13. Una quantità indefinita di cattivi lo vanno a prendere a casa e lui li uccide uno per uno con varie trappole di ogni genere, raggiungendo l’epicità nell’ultimo ammazzamento in tre fasi: prima con arco e frecce, poi coltello, poi le mani (non ve lo racconto nei dettagli, guardatelo voi stessi).

Cose Belle: I vari modi in cui Rambo ammazza la gente (potrei elencare tutte le varie morti ma vi rovinerei lo spettacolo), il massacro finale con One to five dei Doors (non ci sono più le musiche di Goldsmith).

Cose brutte: nessuna

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Anni 2000 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 4 – Un’ultima strage di cattivi stranieri prima di tornare a casa

John Rambo.png

2008. Diretto e interpretato da Sylvester Stallone. Sceneggiatura di Sylvester Stallone e Art Monterastelli. Budget 50 milioni, incasso 113 milioni.

Trama: Rambo deve salvare un gruppo di volontari americani prigionieri del regime.

Nel primo decennio del 2000 il cinema d’azione Hoollywodiano è abbastanza in crisi perchè dopo il successo di Matrix tutto si sposta verso la computer graphica e quindi i film di supereroi. Contemporaneamente i vecchi big degli anni ’80 arrivano alla soglia dei 60 e non si sentono più il fisico. Stallone in questo contesto dice no e prepara la rinascita del vecchio cinema d’azione che ci presenterà poi nel 2010 con I Mercenari, ma intanto perchè non proporre un nuovo Rambo, 20 anni dopo il terzo capitolo e due anni dopo il discreto successo del sesto Rocky?

Il mondo però intanto è cambiato, non siamo più negli anni ’80, non c’è più Reagan e la guerra fredda, non c’è più bisogno di parlare del Vietnam nè di mostrare al mondo quanto sono buoni gli americani e quanto sono cattivi i russi, e quindi c’è bisogno di cambiare Rambo.

Stallone sceglie la Birmania, un posto di cui nessuno sa nulla (tant’è che il film inizia con una sorta di cinegiornale per spiegarci la situazione) e ci presenta un Rambo molto diverso, che se ne esce dal contesto nazionale americano e entra in contesto universale, cioè non è più vittima delle politiche americane come nel primo film o al contrario un simbolo del patriottismo americano come nel secondo e terzo capitolo, ma ora sembra essere semplicemente un uomo solo e perduto in un mondo selvaggio e pieno di violenza.

“… Anziché umori guerrieri e superomistici, come nei due capitoli precedenti, Stallone questa volta vuole esprimere una necessità di pace non solo personale ma universale, e passa una rappresentazione della violenza splatter come non mai, per espimere il disgusto di dare la morte.”

Paolo Mereghetti

Cose belle: Rambo che pesca con arco e frecce, che ammazza con arco e frecce, che stacca la gola di un tizio con le sue mani, che sbudella un altro tizio con un machete (non più il suo classico coltellone).

Cose brutte: tanta azione ma con poca originalità, Rambo invece di ammazzare i nemici ognuno in modo diverso, si mette in postazione con una supermitragliatrice e ammazza tutti con quella, cosa che effettivamente è più semplice ed efficace però anche meno spettacolare.


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Anni '80 Commenti brevi Sylvester Stallone

Rambo 3 – “Che gli rispondiamo Johnny?”

Rambo III - screenshot.jpg

1988. Regia di Peter MacDonald, sceneggiatura di Sylvester Stallone e Sheldon Lettich. Musiche di Jerry Goldsmith. Budget 60 milioni, incasso 190 milioni.

Trama: Il colonello Trautman viene fatto prigioniero durante una missione in Afghanistan, Rambo corre a salvarlo.

Se il primo film partiva da una forte critica interna agli Stati Uniti, Rambo 3 diventa invece un film di propaganda: gli americani sono buoni e difendono i più deboli mentre i russi continuano a essere i cattivi che vogliono conquistare terre che non sono loro in questo caso l’Afghanistan (vedi anche un altrettanto propagandistica dedica finale “al coraggioso popolo afghano”).

Già dal secondo film si vedeva la trasformazione del personaggio di Rambo che da vittima delle politiche estere americane e della guerra fredda, ne diventa invece un simbolo, anzi il Simbolo per eccellenza, tanto che Reagan lo cita tranquillamente in diverse occasioni pubbliche.

Detto questo, mettendo da parte le noiose riflessioni politico-culturali e concentrandonci invece sulle scene d’azione e l’epicità delle battute, vi posso dire tranquillamente che questo è il migliore di tutti i sequel di Rambo. [in realtà in futuro potrei rimangiarmi quest’ultima affermazione perchè il quinto capitolo non è per niente male, ma prima di cambiare idea definitivamente devo rivederlo, per ora restiamo che Rambo 3 è è il miglior sequel].

Cose belle: Rambo che mena la gente per soldi e subito dopo va ad aiutare i monaci a costruire un tempio in cima a “mille gradini”, Rambo che tra una sparatoria e l’altra gioca a ruba-pecora, Rambo che si cicatrizza la ferita con la polvere da sparo, Rambo che risponde “fanculo” all’armata russa.

Cose brutte: nessuna