Categorie
Anni 2010 Donne d'azione USA

Terminator: Dark Fate – il giorno del giudizio è inevitabile

2019. Regia di Time Miller. Soggetto di James Cameron. Sceneggiatura di David S. Goyer, Justin Rhodes, Billy Ray. Prodotto da James Cameron. Protagonista Arnold Shwarzenegger, Linda Hamilton, Mackenzie Davis, Gabriel Luna, Natalia Reyes. Budget 190 milioni, incasso 260 milioni.

Trama: Alla fine le macchine sono riuscite a uccidere John Connor e ora c’è un nuovo futuro leader della resistenza da proteggere.

Ormai gli schemi li avevano provati tutti dopo Terminator 2: tentare ancora di uccidere John Connor da grande, raccontare John Connor dopo il giorno del giudizio, trasformare John Connor in un Terminator. I risultati sempre peggiori.

Questa volta si tenta un nuovo percorso, mantenere lo stesso schema narrativo di Terminator 2 ma con personaggi nuovi. John Connor è stato ucciso dall’ennesimo Terminator inviato indietro nel tempo così il futuro cambia ma non come aveva programmato Skynet perché morto un papa se ne fa un altro e inevitabilmente c’è un nuovo futuro leader della resistenza umana. Di conseguenza c’è un nuovo Terminator cattivo mandato dal futuro per ucciderlo e un nuovo guerriero mandato dalla resistenza per proteggerlo.

Per mantenere comunque un legame nostalgico con il passato si richiama in scena la leggendaria Sarah Connor (la 60enne Linda Hamilton) e il leggendario T-800 (il 70enne Arnold Schwarzenegger).

Il risultato non è male, non c’è ovviamente quella magia dell’insuperabile secondo capitolo però sicuramente meglio del quinto e forse anche del terzo e quarto.

Molto discutibile la storiella che il T-800 sviluppa un coscienza, diventa Carl il tappezziere e si fa una famiglia. In realtà il vero problema è che l’hanno presentata male, come fosse un intermezzo comico, con Schwarzenegger che elenca le sue grandi doti come marito (“Sono molto simpatico”). L’idea in se però non è del tutto stupida, e magari messa in scena diversamente avrebbe fatto emergere meglio un tema fondamentale dell’esistenza umana, il significato della vita. Forse il Terminator è riuscito a capire meglio degli umani (vedi Sarah Connor) l’importanza di “resettarsi” e ricercare uno nuovo scopo per cui vivere?

Cose belle: il personaggio di Sarah Connor e la sua entrata in scena con una supermitragliatrice e un lancia razzi. Mackenzie Davis che da un sacco di botte anche nuda. Il cattivo che si sdoppia e diventa due cattivi che menano. Divertenti le botte sull’aereo che precipita e lo scontro finale nella fabbrica.

Cose brutte: Dani Ramos che dovrebbe essere la vera protagonista resta troppo nell’ombra. Debole anche Schwarzenegger che si rende più elemento comico che altro.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...